Vai al contenuto
Ultimissime

Arte, gentrificazione e resistenza urbana: alla Piccola Galleria Resistente la personale di Clelia Le Boeuf con Napoli Sotto Shop

Casa Ariete nell’appartamento del clan

idoli L’adrenalina della MotoGP incontra il dramma familiare: su Sky arriva Idoli – Fino all’ultima corsa

Per noi, Tropico firma il magico incontro tra Geolier e Achille Lauro

eugenio bennato Ritmi del Mezzogiorno a Villa Letizia: a Barra arriva la Taranta d’Oro con Eugenio Bennato

  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • HOME
  • REDAZIONE
  • HOME
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • CONTATTI

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESYLE

EVENTI

VIDEO

Al teatro Sannazaro in scena “2084 L’anno in cui bruciammo chrome”

  • Redazione
  • Gennaio 27, 2025
  • 10:30 am
  • Teatro

In scena da venerdì 31 gennaio alle 21.00, “2084 – L’anno in cui bruciammo chrome” di Marcello Cotugno porta al Teatro Sannazaro di Napoli uno sguardo su un futuro prossimo, distopico e inquietante: un futuro in cui l’ascesa economica della Cina ha ribaltato i rapporti di forza sullo scenario globale e in cui Napoli, come le altre città occidentali, è stata colonizzata dall’egemonia economica e culturale cinese.

Dopo il debutto in Sala Assoli nel luglio 2022 nell’ambito del Campania Teatro Festival, il testo di Cotugno – che firma anche regia, progettazione video e colonna sonora – dischiude una visione fantascientifica (ma non troppo) che trova echi in un’attualità già caratterizzata da una crescente tensione tra Cina e Occidente per il controllo della cultura e dei mercati. Il 2084, anno in cui si svolge l’azione, ci sembra dunque spaventosamente vicino. Nella visione di Cotugno, la Cina ha non solo espanso la propria influenza economica, ma anche esportato il proprio sistema di controllo sociale. Una sola applicazione regola le vite delle persone: un unico ecosistema digitale, che raccoglie diversi social, consente l’accesso a ogni tipo di servizio e pagamento. La vita della collettività è disciplinata dai crediti sociali: ogni azione dei cittadini è controllata dal governo che assegna loro un punteggio, in base al quale ne stabilisce l’affidabilità. Il denaro contante non esiste più, le transazioni vengono fatte principalmente in π (PiGreco), una delle principali criptovalute in circolazione. Il lavoro – che si è evoluto quasi del tutto in modalità smart, accentuando la capillarizzazione delle competenze e il disgregamento sociale – è l’unica vera ragion d’essere delle persone. Gli NFT (oggetti digitali con un codice identificativo univoco) hanno del tutto sostituito le arti figurative e plastiche. Il metaverso è diventato l’unico possibile orizzonte di relazione e rappresentazione, dove vivere esperienze altrimenti irrealizzabili.

Pedine di un sistema che li monitora e li gestisce, dietro la promessa di un benessere che mira a ottunderne le coscienze, agli individui – come la famiglia Donati, i protagonisti della pièce – resta un margine ristrettissimo di libertà. Un margine, forse, appena sufficiente ad esercitare l’unica scelta possibile per sottrarsi al controllo: autodistruggersi per distruggere il sistema.

In scena: Francesco Maria Cordella, che ha lavorato con registi del calibro di Robert Wilson ed è tra gli storici attori dell’Arlecchino di Strehler, Nadia Carlomagno, che vanta collaborazioni con registi come Ettore Scola e Alfonso Santagata, e i giovani e talentuosi Graziano Purgante, Sveva De Marinis, Arianna Cremona e Onorina Della Rocca. Nel cast, anche Paolo De Vita, reduce dal successo della serie Disney Qui non è Hollywood. Le scene sono firmate da Assunta La Corte, i costumi da Irma Ciaramella, le luci ideate da Pasquale Mari, la progettazione grafica e video da

Francesco Domenico D’Auria, le coreografie curate da Valeria Apicella e l’aiuto regia e la collaborazione alla drammaturgia da Marta Finocchiaro e Arianna Cremona. La produzione è del teatro Sannazaro con la collaborazione di ACTS e del Master in Arti Performative Teatro Pedagogia e Didattica dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Per la prima volta in Italia, a uno spettacolo teatrale è abbinata una collezione di NFT, disegnati dal regista e acquistabili all’indirizzo: https://opensea.io/Izar_65

Il 1° febbraio al Teatro Sannazaro, alle ore 12, si terrà inoltre la presentazione del volume Nel modo più assoluto, no che raccoglie la trilogia di Marcello Cotugno sulla famiglia. L’introduzione del libro è stata curata da Neil LaBute, noto drammaturgo e regista americano le cui opere Cotugno ha più volte portato in scena.

Lo spettacolo

L’ambiente principale della storia è un appartamento piccolo borghese, ordinato e minimale. Il colore dominante è il bianco, simbolo del rigore delle regole imposte dal sistema. Qui vive la famiglia Donati. Perseo e Atria, lavoratori precari, cercano, con l’aiuto dello Stato, di emergere dalla soglia di povertà, traguardo il cui raggiungimento è incentivato dal governo in tutti i modi possibili. Hanno due figli: Alhena, ventidue anni, e Izàr, ventisette. Izàr vive rinchiuso nella sua stanza. Dopo la laurea in ingegneria informatica ha lavorato per un paio d’anni in un’azienda ma, dopo essere rimasto coinvolto in un episodio di cyber-criminalità ai danni di un Ministero, è stato arrestato. Scontata la pena, sembra non essersi mai del tutto ripreso psicologicamente: vive da hikikomori nel metaverso, alienato dalla società e lontano dalla famiglia, con la quale, sebbene conviva nella stessa casa, non ha rapporti. In rete incontra Xe, una ragazza di cui si innamora. Alhena, sorella di Izàr, studia criogenetica all’università. Si paga gli studi lavorando come creatrice di contenuti su una applicazione che le consente, attraverso un programma di modifica del viso e della voce, di apparire molto più vicina agli standard di bellezza apprezzati dal suo pubblico. Insoddisfatta del proprio reale aspetto, sogna di modificarlo radicalmente e di poter vivere lontano dalla famiglia. Il quotidiano dei Donati è scandito da una comunicazione meramente funzionale e da nessuna reale condivisione: il poco tempo, lo stress, l’ansia per la condizione lavorativa precaria e per le poche risorse economiche non lasciano spazio a un contatto più profondo. Un Quadro statale, corrotto e senza scrupoli, si offre di aiutarli a migliorare la loro posizione economica, proponendogli un lavoro stabile: Atria come data-tagger, destinata a inserire descrizioni di foto e video per il metaverso, Perseo come «spazzino di internet», anello più basso di un sistema concepito per cancellare dalla rete errori, fake news e contenuti soggetti a censura. Ma cosa chiederà in cambio?

Le note di regia

Spiega l’autore e regista Marcello Cotugno: “2084 può considerarsi come il capitolo conclusivo di una ideale trilogia sul futuro e sulla famiglia, due temi che ho iniziato a esplorare sin dall’anno 2000. In quell’anno, scrissi e diressi Anatomia della morte di… (vincitore del premio “7 spettacoli per un nuovo teatro per il 2000”, indetto da Mario Martone, allora direttore del Teatro Argentina di Roma), un testo che analizzava il disagio di un giovane uomo, suicida a causa del conflitto con i genitori e la società alle soglie del terzo millennio. La tecnologia, in Anatomia… era presente con due megaschermi collegati per tutta la durata dello spettacolo (con tecnologia ISDN), e rappresentava un ulteriore personaggio sulla scena, importante al pari degli attori protagonisti e cruciale negli snodi della storia. Molti anni dopo, nel 2017, con Liquido, ho affrontato lo stesso tema dal punto di vista dei padri, immaginando una famiglia in cui fosse il padre ad abbandonare le figlie, colpevoli di aver contribuito, col loro cinismo, a rovinargli la vita.

Deus ex machina tecnologico, una apparentemente miracolosa terapia riabilitativa simile a quella, di origine militare, chiamata deprivazione sensoriale. Con 2084 la mia ricerca ha assunto una nuova forma. Il progetto è nato come evoluzione del percorso di ricerca avviato da qualche anno nel Master in “Teatro Pedagogia e didattica. Metodi, tecniche e pratiche delle arti sceniche” dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, diretto da Nadia Carlomagno. Partendo dall’ispirazione del titolo mutuata da Orwell, la mia scrittura si è nutrita di letture e visioni di un futuro sempre più presente, segnato dall’egemonia non solo economica, ma anche culturale della Cina.

Libri come Il problema dei tre corpi di Liu Cixin, Red Mirror di Simone Pieranni, Snow Crash di Neal Stephenson (dove per la prima volta compare il termine “metaverso”) o i documentari Stay Awesome China! di Winston SerpentZA Sterzel, 24 City di Jia Zhangkee, sono stati una finestra su un mondo, quello cinese, pieno di contraddizioni e di fascino. Da questo è nato un azzardo narrativo, 2084, che gioca con i codici della fantascienza per provare a raccontare in che mondo potremmo vivere tra soli sessant’anni.

 Nel testo, l’Occidente è stato colonizzato culturalmente dalla Cina, i termini di uso comune mutuati dall’inglese sono stati sostituti da analoghi cinesi, lo Stato impone un controllo massiccio sugli individui, il metaverso è l’unico orizzonte in cui si possono vivere esperienze “autentiche”, perché la realtà è segnata soltanto dall’alienazione. In questo scenario, la disumanizzazione della società fa da sfondo alle tensioni familiari: Perseo, Atria e i loro due figli, Izàr e Alhena (nomi di quattro stelle), si dimenano in questo ecosistema che a tratti ci appare familiare e a tratti distopico e incomprensibile, cercando ognuno un senso e una direzione alla propria vita in bilico.

Nel passaggio dall’approccio relazionale delle scene nell’interno familiare a quello brechtiano dei monologhi-racconto dei protagonisti, per poi arrivare fino a una dimensione concettuale e astratta, lo spettacolo cerca di fondere registri e stili differenti. La tecnologia, che manifesta la propria invasiva presenza anche e soprattutto attraverso le proiezioni del metaverso, è pensata come elemento che non mette in discussione, ma si integra in maniera organica con la natura teatrale del progetto, contaminandola in una nuova e contemporanea sintesi di linguaggi narrativi.

Anche la ricerca musicale è di fondamentale importanza nella costruzione della narrazione: la colonna sonora utilizza esclusivamente band e musicisti cinesi e asiatici, da Omnipotent Youth Society, un gruppo cult di Qinhuangdao (la città dove, dal mare, sorge la muraglia cinese) a Dj Desa e Isky Riveld, DJ indonesiani autori di funkot, musica dance che ha radici nelle discoteche degli anni ’70, per finire a Dj TIK TOK, nomen omen.

2084 si rivolge anche a un pubblico di giovanissimi, non solo attraverso la rappresentazione dei social e del gaming come parti integranti della vita dei protagonisti, o attraverso la riflessione su fenomeni sempre più presenti nel nostro presente, come la dipendenza digitale, le criptovalute, l’intelligenza artificiale, gli NFT, ma anche affiancando nuovi linguaggi ai codici teatrali tradizionali, nella consapevolezza che il teatro è un’arte viva, che può e deve trasformarsi al passo con una società che cambia”.

Repliche

venerdì 31 gennaio ore 21.00

sabato 1° febbraio ore 19.00

domenica 2 febbraio ore 18.00

Immagine di Redazione

Redazione

Arte

Arte, gentrificazione e resistenza urbana: alla Piccola Galleria Resistente la personale di Clelia Le Boeuf con Napoli Sotto Shop

Un inizio di stagione all’insegna della riflessione critica e della poesia visiva accoglierà il pubblico napoletano per la riapertura della ...
Leggi di più →
NapoliCittaSolidale

Casa Ariete nell’appartamento del clan

A Forcella nasce un polo educativo nell’abitazione appartenuta alla famiglia Giuliano Nell’appartamento del clan Giuliano, a Forcella, oggi bene confiscato ...
Leggi di più →
Televisione

L’adrenalina della MotoGP incontra il dramma familiare: su Sky arriva Idoli – Fino all’ultima corsa

Il mondo della MotoGP™ fa da palcoscenico a un’intensa storia di riscatto, ambizione e ferite mai davvero rimarginate. IDOLI – ...
Leggi di più →
PrecedentePrecedenteAladin, il musical al teatro Augusteo
SuccessivoA Napoli, il Festival Internazionale del Giornalismo e del Libro d’InchiestaSuccessivo

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESTYLE

EVENTI

VIDEO

Napoliclick è un portale quotidiano di informazione sociale e culturale pubblicato dalla cooperativa Nclick.

Facebook Instagram X-twitter Youtube
Categorie
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
Napoliclick.it
  • Email: info@napoliclick.it
  • Phone: 0817872037
  • interno: 220/224

Presso Gesco – Gruppo di Imprese Sociali
Via Vicinale S. Maria del Pianto, 36 complesso polifunzionale Inail – Torre 1, 9° piano – 80143 Napoli

© 2025 – Napoliclick testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli al numero 45 del 18.07.2014 – Direttore Ida Palisi​

Usiamo i cookie per fornirti la miglior esperienza d'uso e navigazione sul nostro sito web.

Puoi trovare altre informazioni riguardo a quali cookie usiamo sul sito o disabilitarli nelle .

Torna in alto
Powered by  GDPR Cookie Compliance
Panoramica privacy

Privacy Policy

Chi siamo

L’indirizzo del nostro sito web è: https://napoliclick.it

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all’indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam.

Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l’approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media

Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web.

Cookie

Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno.

Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser.

Quando effettui l’accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi.

Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l’ID dell’articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno.

Contenuto incorporato da altri siti web

Testo suggerito: Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l’altro sito web.

Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l’interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web.

Con chi condividiamo i tuoi dati

Se richiedi una reimpostazione della password, il tuo indirizzo IP verrà incluso nell’email di reimpostazione.

Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati

Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione.

Per gli utenti che si registrano sul nostro sito web (se presenti), memorizziamo anche le informazioni personali che forniscono nel loro profilo utente. Tutti gli utenti possono vedere, modificare o eliminare le loro informazioni personali in qualsiasi momento (eccetto il loro nome utente che non possono cambiare). Gli amministratori del sito web possono anche vedere e modificare queste informazioni.

Quali diritti hai sui tuoi dati

Se hai un account su questo sito, o hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza.

Dove i tuoi dati sono inviati

I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.

Cookie aggiuntivi

Questo sito Web utilizza i seguenti cookie aggiuntivi:

(Elenca i cookie che stai utilizzando sul sito web qui.)