Napoli continua a ridefinire la propria identità culturale, intrecciando memoria e innovazione in un dialogo costante tra arte, spazio pubblico e tecnologie digitali. A questo processo è dedicato l’Almanacco Napoli Contemporanea 2023–2025, a cura di Vincenzo Trione e pubblicato da Electa Editore, che verrà presentato alle Gallerie d’Italia di Napoli.
L’appuntamento di venerdì 7 novembre alle ore 17 – che avrà come filo conduttore “Una conversazione sull’arte pubblica” – vedrà la partecipazione di Gianfranco Maraniello, direttore del Museo del Novecento di Milano, del curatore Vincenzo Trione e dello scrittore Massimiliano Virgilio, con la moderazione di Ottavio Ragone, responsabile di Repubblica Napoli.
L’Almanacco si presenta come un’opera corale che restituisce il volto di una stagione vivace e innovativa per la città, in cui il contemporaneo non è solo linguaggio artistico ma anche strumento di trasformazione urbana e sociale. Il progetto nasce da una riflessione condivisa tra artisti, curatori, studiosi e istituzioni, per raccontare come Napoli stia riaffermando la propria centralità nella scena internazionale dell’arte.
Un contributo significativo arriva anche dal ciclo di masterclass MetaPan: Arte, Musei, Digitale, coordinato da Mirella Paolillo e raccontato nelle pagine del volume. Realizzato all’interno del progetto #MetaPan – promosso dal Comune di Napoli in collaborazione con il MEET Digital Culture Center e curato da Maria Grazia Mattei e Valentino Catricalà – il programma ha esplorato le nuove frontiere del rapporto tra arte e tecnologie emergenti.
Attraverso lezioni aperte di studiosi come Andrea Pinotti, Francesco Spampinato, Ruggero Eugeni, Elisabetta Modena, Pietro Montani e la partecipazione di artisti internazionali come Chiara Passa, Davide Quayola, Auriea Harvey e Bianco-Valente, il progetto ha indagato le potenzialità di realtà virtuale, aumentata e intelligenza artificiale nei contesti museali e urbani.
Il risultato è un racconto corale di una città che vive l’arte come esperienza condivisa e partecipativa, dove il pubblico diventa parte attiva della creazione culturale. Napoli si conferma così non solo capitale del contemporaneo, ma laboratorio di sperimentazione e di pensiero, capace di fondere tradizione, innovazione e visione in un’unica, potente narrazione collettiva.