“Appuntamenti con la Storia” è l’iniziativa promossa dal Polo della Pietrasanta e dall’Istituto Campano per la storia della Resistenza, che si svolge nella cornice della Cappella Pontaniana. A inaugurare il percorso è stato Guido D’Agostino con il volume “Napoli spagnola, da Alfonso il Magnanimo a Filippo II”, dedicato alla città nell’età del dominio iberico.
L’appuntamento apre un ciclo di incontri pubblici periodici che intendono offrire uno sguardo ampio e accessibile sulla storia napoletana, campana e meridionale, dalle origini fino all’età contemporanea. Ideatori e promotori dell’iniziativa sono Raffaele Iovine, presidente dell’Associazione Pietrasanta, e Guido D’Agostino, presidente dell’Istituto Campano, che condividono un obiettivo preciso: costruire un ponte tra la ricerca storica e il grande pubblico, restituendo alla città il senso vivo e condiviso della propria memoria.
La Cappella Pontaniana, scelta come sede degli incontri, non è un luogo qualsiasi. Gioiello del Rinascimento napoletano, completato nel 1492 per volontà dell’umanista Giovanni Pontano, il piccolo tempio sorge nel cuore del centro antico, su via dei Tribunali. Le sue epigrafi in latino e greco e il pavimento maiolicato ne fanno un simbolo della Napoli umanistica e colta, quella che dialogava con le grandi potenze europee e che oggi torna a essere spazio di incontro e riflessione.
Iniziative come “Appuntamenti con la Storia” acquistano un significato ancora più profondo proprio in un luogo come questo.
La Cappella Pontaniana, infatti, non è soltanto un monumento: è il testimone di un’epoca in cui letterati, filosofi e uomini di cultura si riunivano attorno a Giovanni Pontano, fondatore dell’Accademia Pontaniana, per discutere di politica, arte e conoscenza.
Riprendere oggi quel dialogo, in uno spazio che fu culla dell’umanesimo meridionale, significa rinnovare un’antica tradizione di confronto intellettuale e restituire alla storia il suo ruolo civile. Diffondere la conoscenza del passato in un contesto così carico di memoria architettonica e simbolica diventa allora un gesto di continuità culturale: un modo per riannodare i fili tra la Napoli che fu e la città che ancora cerca, nella cultura, la chiave del proprio futuro.
Nel volume “Napoli spagnola”, D’Agostino ha affrontato uno dei capitoli più complessi e affascinanti della storia partenopea: l’età moderna, dal Quattrocento al tardo Cinquecento, quando la città passò dalla dinastia aragonese al dominio castigliano-asburgico. Un periodo in cui Napoli divenne capitale del Mezzogiorno e, al tempo stesso, punto nevralgico dell’impero spagnolo.
L’autore ricostruisce con rigore e chiarezza la fitta trama di rapporti politici, sociali e culturali che legarono la città ai sovrani di Spagna – da Alfonso il Magnanimo a Carlo V, fino a Filippo II – mettendo in luce come quella lunga stagione abbia modellato la lingua, i costumi e la mentalità dei napoletani.
Il ciclo proseguirà poi lunedì 24 novembre con Silvio de Majo e la sua “Breve Storia della città di Napoli nell’età borbonica”, per concludersi venerdì 5 dicembre con Paolo De Marco e “Una città contro. I Tedeschi e le Quattro Giornate di Napoli”. Tutti i volumi, editi da La Valle del Tempo, offrono un percorso di riscoperta della storia partenopea attraverso un linguaggio agile e divulgativo, senza rinunciare al rigore della ricerca.
Con “Appuntamenti con la Storia”, Napoli non celebra soltanto il proprio passato, ma rinnova la volontà di leggerlo, discuterlo e trasmetterlo. E lo fa nel luogo più adatto: la Cappella Pontaniana, dove la pietra, le parole e la memoria continuano a dialogare con il presente.