A Napoli lo sanno tutti: San Gennaro compare quando serve.
All’improvviso, nei momenti di difficoltà, evocato dal popolo come una presenza familiare e potente, sempre pronta a proteggere e ad aiutare. Questa forza improvvisa, quasi travolgente, è il cuore della mostra Faccia N’Gialluta. I miracoli di San Gennaro di Gennaro Regina e Claudia Fruggiero, che trova nella Cappella del Pontano una collocazione tanto naturale quanto sorprendente.
Nel pieno centro storico di Napoli, la Cappella del Pontano – uno dei massimi esempi del Rinascimento napoletano – accoglie l’esposizione e diventa parte integrante del racconto. Costruita nel 1492 dall’umanista Giovanni Pontano come cappella gentilizia per la moglie Adriana Sassone, questo spazio carico di memoria e spiritualità si apre oggi a un dialogo contemporaneo, senza perdere la propria identità.
L’opera collocata sull’altare è il fulcro visivo della mostra: maestosa, potente, capace di catturare immediatamente lo sguardo grazie a un uso essenziale ma efficace della luce. I colori, intensi e brillanti, sono quelli inconfondibili di Gennaro Regina e irrompono nello spazio sacro con decisione, creando un impatto immediato e coinvolgente. San Gennaro non viene rappresentato in modo narrativo, ma evocato come presenza viva, quasi fisica.
Attorno all’altare si sviluppa il percorso espositivo, composto da sei tele, che insieme all’opera centrale formano la mostra Faccia N’Gialluta, visitabile a ingresso gratuito fino al 6 gennaio 2026, con il sostegno dell’Associazione Polo Culturale Pietrasanta Ets. Il titolo richiama il volto dorato del celebre busto trecentesco commissionato da Carlo II d’Angiò, un’immagine profondamente radicata nell’immaginario popolare e nel linguaggio affettivo dei napoletani.
La mostra nasce dall’incontro tra Gennaro Regina e Claudia Fruggiero, giovane artista sannita e studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Da questa collaborazione prende forma un percorso che indaga le leggende meno conosciute del patrono, in particolare i miracoli “giovanili” raccontati da Matilde Serao, restituendo un San Gennaro vicino alla gente, umano, sorprendente, quasi quotidiano.
Le sei tavole, realizzate a quattro mani con acrilico su carta di cotone, mettono in relazione tradizione e sensibilità contemporanea. Dalle opere originali sono stati stampati 100 esemplari numerati in numeri arabi e 50 in numeri romani, firmati dagli artisti e accompagnati dai testi dei miracoli in italiano e inglese.
Visitare Faccia N’Gialluta significa entrare in uno spazio storico che torna a essere vivo, dove la Cappella del Pontano non fa da semplice sfondo ma diventa testimone e interlocutrice. Un’esperienza immersiva in cui arte, fede e leggenda si intrecciano, e dove San Gennaro, ancora una volta, sembra comparire all’improvviso.



