La Chiesa della Santissima Trinità di Napoli ha fatto da cornice al tradizionale Concerto di Capodanno, appuntamento ormai atteso dalla città e offerto dall’Arciconfraternita dei Pellegrini. L’edizione di quest’anno è stata dedicata al tema della pace, in sintonia con il Premio Internazionale Pellegrini di Pace, promosso in collaborazione con la Diocesi di Napoli, confermando il forte valore simbolico e civile dell’iniziativa.
In un’atmosfera solenne ma al tempo stesso festosa, il palco si è animato grazie ai solisti dell’Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo, diretti dal maestro Cristian Lombardi. A esibirsi sono stati Christian Caiazza al violino, Myriam Traverso alla viola, Martina Tranzillo al violoncello, Umberto Pannullo al flauto, Francesco Pio Ferrentino al clarinetto e Lorenzo Pascucci al pianoforte. L’evento ha visto inoltre la preziosa collaborazione della Fondazione Il Canto di Virgilio, presieduta da Carlo Maria Faiello, realtà da sempre impegnata nella valorizzazione della musica come strumento di dialogo e crescita culturale.
Il concerto si è aperto con l’Ouverture de “La gazza ladra” di Gioachino Rossini, brano brillante e trascinante che ha subito catturato l’attenzione del pubblico. Il celebre tema, vivace e ritmicamente incalzante, si è rivelato una scelta ideale per inaugurare il nuovo anno all’insegna dell’energia e dell’ottimismo.
Il programma è proseguito con “Oblivion” di Astor Piazzolla, pagina di intensa introspezione emotiva, in cui la malinconia tipica del compositore argentino è stata evocata con grande sensibilità dagli archi e dai fiati, capaci di suggerire il suono del bandoneón in una raffinata atmosfera sospesa e meditativa. A seguire, il Csárdás di Vittorio Monti, celebre danza di origine ungherese, ha messo in luce la perfetta sintonia tra i musicisti, alternando con maestria momenti lenti e lirici a passaggi virtuosistici e di grande impatto ritmico.
Particolarmente apprezzata dal pubblico è stata l’esecuzione della “Tarantella in la minore, op. 6” di Camille Saint-Saëns, omaggio del compositore francese alla tradizione musicale napoletana. Un brano che testimonia come, già alla fine dell’Ottocento, la tarantella fosse conosciuta e amata sui più importanti palcoscenici europei, diventando simbolo della vitalità e del fascino della cultura partenopea.
Tra i momenti più sorprendenti della serata, la Rapsodia da “Carmen” di Michael Webster ha offerto una rilettura contemporanea dell’opera di Bizet, fondendo il lirismo melodrammatico con soluzioni orchestrali moderne. L’arrangiamento, dinamico e ricco di contrasti, ha suscitato applausi convinti e grande partecipazione da parte del pubblico.
Il concerto si è concluso con due brani simbolo della tradizione musicale europea: “Voci di primavera, op. 410” di Johann Strauss II, carico di leggerezza e gioia, e l’Ouverture da “Il barbiere di Siviglia”, in un brillante arrangiamento di Leo Laloge. Un finale travolgente, che ha celebrato la genialità di Rossini e la sua inesauribile inventiva melodica e ritmica, conosciuta e amata in tutto il mondo.
L’intera mattinata si è svolta in un clima di autentica partecipazione, con il pubblico coinvolto dai ritmi trascinanti e dalle dinamiche orchestrali, salutando l’arrivo del nuovo anno con entusiasmo e condivisione. Come ha sottolineato Giovanni Cacace, «la musica è strumento di connessione tra le persone e le comunità». Un messaggio che ha trovato piena espressione nell’esecuzione dei solisti dell’Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo, capaci di trasformare la tradizione del Concerto di Capodanno in un segno concreto di solidarietà, fratellanza e vicinanza a chi soffre.
Un appuntamento che, tra capolavori classici e suggestioni contemporanee, ha saputo unire virtuosismo, emozione e partecipazione collettiva, confermando ancora una volta il ruolo della musica come veicolo di pace, dialogo e comunità nel cuore della città di Napoli.