“L’ora d’aria” è la performance ideata e diretta da Beatrice Baino e Orazio De Rosa, in programma dal 12 al 14 giugno presso l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli e il 20 e 21 giugno all’Acquedotto Augusteo del Serino, nel cuore del Rione Sanità di Napoli.
Più che uno spettacolo teatrale, “L’ora d’aria” si presenta come un attraversamento emotivo e sensoriale che fonde teatro, installazione artistica, performance site-specific ed esperimento sociale. Un percorso che invita i partecipanti a confrontarsi con il significato della libertà individuale, con le sue limitazioni e con le forme, spesso invisibili, di controllo che attraversano la vita contemporanea.
L’esperienza coinvolge gli attori Beatrice Baino, Orazio De Rosa, Raffaele Leonetti, Giulia Menna e Gianluca Raia, con il supporto organizzativo di Carolina Pizzicato e Stefano Pizzicato. La produzione è firmata dalle compagnie Le Streghe del Palco e Baracca dei Buffoni, realtà attive da anni nella ricerca teatrale e nella sperimentazione multidisciplinare.
Alla base della costruzione drammaturgica si intrecciano suggestioni provenienti da linguaggi e discipline differenti. Le immagini di “La ronda dei carcerati” di Vincent van Gogh e dell’incisione “Newgate: Il cortile dell’esercizio” di Gustave Doré diventano il punto di partenza per una riflessione che attraversa filosofia, letteratura e cinema. Le parole di Sallustio, Albert Camus e Victor Hugo dialogano con riferimenti a opere iconiche come “Arancia Meccanica”, “Alice nel Paese delle Meraviglie”, “Nightmare” e la “Divina Commedia”, componendo un mosaico di visioni che interrogano il rapporto tra individuo e potere.
Elemento distintivo della performance è il coinvolgimento diretto del pubblico. I partecipanti, infatti, sono invitati a lasciare temporaneamente tutti gli effetti personali – documenti, cellulari e borse – e a indossare una camicia di forza, entrando così in una condizione di vulnerabilità e privazione che diventa parte integrante della narrazione. Un gesto simbolico che amplifica il senso di spaesamento e rende ancora più intensa la riflessione sul confine tra libertà e costrizione.
Non si tratta di una scelta provocatoria fine a sé stessa, ma di un dispositivo scenico pensato per trasformare l’esperienza in una presa di coscienza collettiva. Lo spettatore è chiamato a vivere sulla propria pelle una dimensione di limitazione fisica e psicologica che diventa metafora delle prigioni, reali o immaginarie, che condizionano l’esistenza umana.
“L’ora d’aria” nasce nel 2019 come installazione all’interno del Napoli Horror Festival e, nel corso degli anni, si è evoluta fino ad assumere la forma attuale. Il debutto all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli rappresenta una tappa significativa di questo percorso, inserendosi nella ricerca sul rapporto tra spazio reale e spazio immaginario che caratterizza da sempre il lavoro artistico di Baino e De Rosa.
I due artisti collaborano da oltre venticinque anni nella progettazione e nella direzione di eventi culturali. Dalla Mostra d’Oltremare di Napoli ai grandi progetti territoriali come “La capsula del tempo”, passando per il festival internazionale di teatro di strada Ca’pacciamm e numerose iniziative sostenute da istituzioni nazionali e regionali, il loro percorso si distingue per la capacità di creare connessioni tra arte, territorio e partecipazione pubblica.
L’evento rientra nel progetto speciale intersettoriale promosso dall’Associazione Theatrica e sostenuto dal Ministero della Cultura, coinvolgendo una rete di partner che comprende Mestieri del Palco, Carpa – Centro Artistico di Ricerca Periferie Attive, Mobius Dance Company e altre realtà del panorama culturale campano.
Con “L’ora d’aria”, il teatro abbandona i confini tradizionali della rappresentazione per trasformarsi in esperienza vissuta. Un invito a interrogarsi su quanto siamo realmente liberi e su quali siano le gabbie, spesso invisibili, che continuiamo ad abitare ogni giorno.