Un napoletano al wasabi. Fame. Riscatto. Dignità, scritto da Giuseppe Errichiello e Luigi D’Antonio, racconta un’infanzia difficile, la scoperta del mestiere di pizzaiolo e una vita ricostruita a migliaia di chilometri da casa. C’è una Napoli che parte, che attraversa il mondo, che si misura con lingue, culture e cucine lontane senza smettere di riconoscersi nel profumo della pizza. È la Napoli di Giuseppe “Peppe” Errichiello, pizzaiolo originario di Afragola, protagonista di Un napoletano al wasabi. Fame. Riscatto. Dignità, il memoir scritto insieme a Luigi D’Antonio e pubblicato da LFA Publisher.
Il libro, uscito il 5 agosto 2026, è un libro di 102 pagine che ripercorre una vicenda personale e professionale costruita tra difficoltà, lavoro e cambiamento. Non soltanto la storia di un pizzaiolo napoletano arrivato in Giappone, ma il racconto di un uomo che ha dovuto imparare presto a cavarsela e che, proprio attraverso il mestiere, ha trovato una direzione. Il punto di partenza è tutt’altro che semplice. La biografia raccontata nel libro affonda le radici in un’infanzia difficile, tra istituto, rabbia, silenzi e mancanza di protezione. È una storia di crescita anticipata, nella quale il dolore non viene nascosto né trasformato in una narrazione consolatoria.
La svolta arriva attraverso il lavoro. Nel forno, tra la farina e i gesti antichi della pizza, Errichiello trova un equilibrio che prima sembrava difficile da immaginare. Il mestiere diventa così molto più di un’occupazione: è uno spazio nel quale mettere ordine, costruire una competenza e dare una forma concreta al proprio futuro. Poi c’è Tokyo. L’amore e la scelta di partire conducono Peppe Errichiello in un mondo distante geograficamente e culturalmente, dove ogni certezza deve essere riconquistata. Da circa diciotto anni vive in Giappone, dove ha costruito il proprio percorso professionale confrontandosi con una realtà diversa, senza perdere il legame con le origini campane. Il titolo del libro nasce proprio da questo incontro: un napoletano al wasabi, una formula che tiene insieme identità e trasformazione, appartenenza e contaminazione. La pizza resta il filo conduttore, ma il racconto non si limita alla cucina. Dentro ci sono gli errori, le cadute, la fatica, le relazioni e la necessità di ricominciare. Quella di Errichiello è una storia bella e di successo ed è arrivata anche a un riconoscimento internazionale: nel 2026 il è stato indicato al primo posto della classifica 50 Top Pizza Asia-Pacific, un risultato che testimonia il rilievo raggiunto dal suo lavoro nel panorama della pizza contemporanea in Oriente.
