
Quante volte capita, quante volte ci succede di vivere certe situazioni scordandoci del valore che possiedono; positivo o negativo che sia. La vita passa e noi non prestiamo attenzione alle emozioni e ai momenti, perdendo la possibilità di viverli.
La storia di Gianluca Vialli è quella di un ragazzo come tanti che aveva un sogno, ma che una volta realizzatosi ha dato tutto se stesso per quest’ultimo. Un uomo vero, sportivo eccezionale; a cui la vita ha presentato un amaro conto. Partito da Cremona, Vialli è arrivato sul tetto d’Europa nel ‘96 con la vittoria della Coppa dei Campioni da capitano della Juventus.
L’eroe della Genova Blucerchiata, che insieme al suo fratellone Roberto Mancini, portarono il Doria ad essere conosciuto sportivamente in tutto il mondo. In quella “Samp d’oro” conquistarono lo scudetto nel ‘91 sfiorando appena un anno dopo la vittoria della Coppa dalle grandi orecchie. I gemelli del gol, insieme al mitico Boskov, scrissero una delle favole sportive più belle di sempre.
Rappresentante d’Italia in terra inglese, un campione formidabile che ha incantato a Stamford Bridge; nei colori del Chelsea. Un’icona totale di sport, ed un simbolo di integrazione per tutti gli italiani emigrati in terra d’Albione.
Quando lo sport anziché dividere e spargere odio, diventa motivo di unione con dei valori genuini, esso varca ogni confine. Vialli è riconosciuto da tutti come un centravanti rivoluzionario, uno dei primi ad adoperare il pressing feroce su difesa e portiere. Fiuto del gol, dinamismo, sportività ed un grande professionista. Amava il suo lavoro.
Amava dare gioia alla sua gente, che ogni domenica era lì, i suoi fedeli; il suo popolo. Un esempio sportivo, umano; semplicemente emozionante. L’abbraccio tra Gianluca e Roberto, agli europei di calcio del 2021 è un’istantanea indelebile di cosa voglia dire sport. Quello scatto straborda di emozioni, lì c’è tutta l’essenza del calcio; quello vero. In quella foto risiede il rapporto dell’amicizia di una vita, un compagno di avventure che Mancini non dimenticherà mai.
Lo sport è quell’evento in cui ci si ritrova tra amici per guardare una partita, un momento di condivisione. Il calcio è unione, integrazione, creatività; ma soprattutto emozione.
Il mondo ha perso un uomo favoloso, che verso la fine del suo percorso ha capito la vera essenza della vita; divulgandola con tutti noi. La tua mancanza si sente; ma sappiamo che sei qui con noi. Riecheggiano ora e per sempre le tue parole ed i tuoi inviti ad accogliere la vita, e viverla davvero.
Ed a quel brutto male, che ti ha portato via da questa terra, sappiamo che almeno un gol sei riuscito a rifilarglielo.
Grazie per ogni istante in cui ci hai insegnato a combattere e ad essere noi stessi. Ciao Gianluca, che la terra ti sia lieve.