Sabato 24 ottobre 2026 alle ore 13 si terrà a Castel Volturno una manifestazione nazionale per dire no al Centro di permanenza per i rimpatri.
L’iniziativa nasce dall’appello lanciato da Monsignor Pietro Lagnese che ha dato vita a una grande alleanza in tutta Italia, unita dalla volontà di impedire che siano spesi 43 milioni di euro per la costruzione di un Cpr a Castel Volturno. Alla manifestazione aderiscono anche il gruppo di imprese sociali Gesco e la cooperativa sociale Era.
Ecco il testo diffuso dal Comitato regionale campano “No ai Cpr, né qui né altrove”.
«In questi mesi ci siamo incontrati, abbiamo organizzato assemblee, concerti, catene umane. Ora invitiamo tuttə ad unirsi alla nostra lotta, per dire con forza: “No ai Cpr, né qui né altrove”. I Cpr vanno aboliti perché sono lager, luoghi disumani, di violenza fisica, psicologica, farmacologica e di morte, che nulla hanno a che fare con la sicurezza».
La sicurezza che vogliamo
«Per noi l’urgenza è la sicurezza sociale, che non nasce dalla paura o dalla detenzione.
Nasce da comunità solidali, da servizi che funzionano, dall’ accoglienza, lavoro regolare, scuole aperte e vive, salute, case, spazi per stare insieme e cura del territorio. Castel Volturno è la lente di ingrandimento con cui osservare le conseguenze di decenni di politiche migratorie razziste e fallimentari.
Ma è anche stata sempre un baluardo di promozione umana e resistenza. Chiediamo che a Castel Volturno, come altrove, le risorse vengano utilizzate per i servizi, il lavoro, il sostegno al reddito, i trasporti, la casa, le famiglie, le persone più fragili».
La cura del territorio e dell’ambiente
«A Castel Volturno, come altrove, chiediamo la bonifica dei territori, la tutela dei fiumi, la difesa dei litorali, il contrasto agli sversamenti e all’abusivismo e la restituzione alla comunità degli spazi sottratti alle mafie».
Cambiare strada per una politica dell’immigrazione diversa
Da Castel Volturno vogliamo ispirare il cambiamento: superare la logica del respingimento e della reclusione dei migranti attuata dal Patto europeo e dalla costruzione dei Cpr. Agiamo per la lotta alla povertà, gli ingressi regolari, il permesso di soggiorno, il diritto di asilo, l’accoglienza e la lotta allo sfruttamento.
Il nostro è un appello aperto a tuttə: fedeli, laici, associazioni, sindacati, realtà sociali e ambientaliste, studenti, comunità migranti, amministratori e cittadini. Nella diversità possiamo ritrovarci insieme con una convinzione comune: Dignità, diritti, sicurezza devono camminare insieme, per tuttə.
No al Cpr, né qui né altrove. No ai lager nelle nostre città. No a nuovi muri e fili spinati, no agli ecomostri. Sì alla sicurezza sociale, sì alla cura delle persone e dell’ambiente.
Sì a Castel Volturno laboratorio di umanità, diritti e giustizia sociale.
Il 22 settembre organizziamoci da tutta Italia in una grande call nazionale online!».