Il cinema come strumento di memoria, denuncia e dialogo. È questo il messaggio che attraverserà la serata in programma il 16 giugno a Napoli, quando la regista tunisina Kaouther Ben Hania riceverà il Premio Internazionale Pellegrini di Pace, riconoscimento dedicato a personalità che, attraverso il proprio lavoro, contribuiscono alla promozione della giustizia, dei diritti umani e della convivenza tra i popoli.
L’appuntamento si svolgerà nella Chiesa di San Giovanni Maggiore, dove il pubblico sarà invitato a partecipare a un momento di riflessione collettiva che unisce cultura, impegno sociale e attualità internazionale. Al centro dell’iniziativa la proiezione de “La voce di Hind Rajab”, opera che porta sullo schermo una delle storie più dolorose emerse dal conflitto in corso in Medio Oriente, quella della bambina palestinese divenuta simbolo delle vittime civili della guerra.
Attraverso il racconto della sua vicenda, il film affronta temi universali come la perdita, la vulnerabilità dell’infanzia nei contesti di guerra e il valore della testimonianza. Un’opera che sceglie il linguaggio cinematografico per interrogare le coscienze e aprire uno spazio di confronto sulle conseguenze umane dei conflitti.
La scelta di assegnare il Premio Pellegrini di Pace a Kaouther Ben Hania si inserisce in un percorso coerente con l’intera carriera della regista. Nelle sue opere, infatti, la dimensione artistica si intreccia costantemente con quella civile. Dai temi legati alle migrazioni alla condizione delle donne, fino alle dinamiche della radicalizzazione e alle ferite lasciate dalle guerre, il suo cinema ha saputo raccontare le fragilità del presente senza rinunciare alla complessità dello sguardo.
Negli ultimi anni Ben Hania si è affermata tra le figure più autorevoli del panorama cinematografico internazionale. Le candidature agli Oscar ottenute con “L’uomo che vendette la sua pelle” e “Four Daughters” hanno contribuito a consolidare una reputazione costruita su opere capaci di attraversare i confini geografici e culturali, trasformando storie individuali in riflessioni universali.
L’iniziativa è promossa dall’Arcidiocesi di Napoli ETS nell’ambito del cammino culturale e spirituale sostenuto dal cardinale Mimmo Battaglia. Attraverso il Premio Pellegrini di Pace, la città partenopea continua a ospitare testimonianze provenienti da differenti ambiti della società contemporanea, con l’obiettivo di mantenere vivo il confronto sui temi della pace, della solidarietà e della dignità umana.
La serata rappresenta dunque molto più di una semplice premiazione. Sarà l’occasione per riflettere sul ruolo dell’arte in un tempo segnato da conflitti e divisioni, ma anche per interrogarsi sulla responsabilità della cultura nel dare voce a chi rischia di essere dimenticato.
In un mondo in cui le immagini scorrono rapidamente e le tragedie sembrano consumarsi nell’arco di pochi giorni, il cinema di Kaouther Ben Hania continua a ricordare che dietro ogni notizia esistono persone, storie e vite che meritano di essere ascoltate.