Torna anche quest’anno la Notte Europea dei Ricercatori, l’iniziativa promossa dalla Commissione Europea dal 2005 per avvicinare il grande pubblico al mondo della scienza e della ricerca. Venerdì 26 settembre, dalle ore 18:00 alle 22:00, la Biblioteca “Giuseppe Fiorelli” del Parco Archeologico di Pompei apre le sue porte per un ricco programma di incontri e racconti che uniscono archeologia, tecnologia, biologia e divulgazione.
L’appuntamento, organizzato dall’Ufficio Biblioteca in collaborazione con l’Area Studio e Ricerca e con l’Ufficio Stampa del Parco, offre un’occasione unica per conoscere da vicino il lavoro di chi, ogni giorno, contribuisce alla tutela e alla valorizzazione di uno dei siti più affascinanti e complessi al mondo. Pompei si conferma un vero e proprio laboratorio vivo, dove archeologi, ingegneri e biologi intrecciano saperi e metodologie, e la serata proporrà talks informali, esposizioni e testimonianze dirette che guideranno i visitatori attraverso le storie e i risultati delle più recenti attività di ricerca.
Ad aprire la rassegna sarà l’archeologa Pasqualina Buondonno, che illustrerà le indagini legate al Progetto San Paolino: interventi strutturali che hanno portato alla scoperta di un monumento sepolcrale di grande rilievo, destinato a far luce sulla rete viaria esterna alla città antica. Con Ausilia Trapani i visitatori potranno ammirare per la prima volta una piccola esposizione di reperti ceramici all’interno della Biblioteca, in un dialogo ideale tra la materia archeologica e la carta stampata che ne tramanda la memoria scientifica. Non mancherà lo sguardo rivolto al futuro con l’ingegnere Alessandra Zambrano, responsabile dell’Ufficio Ricerca e Innovazione, che presenterà i progetti che integrano robotica, droni e intelligenza artificiale nella conservazione del sito: dal progetto europeo RePAIR, che ricompone affreschi frammentati grazie all’AI, fino a Ringhio, un robot autonomo capace di monitorare e segnalare criticità durante le ispezioni. Le ricerche condotte nell’area extra moenia saranno al centro dell’intervento di Rachele Cava, che illustrerà gli scavi presso Porta Sarno, Civita Giuliana e Villa dei Misteri, arricchiti da nuove evidenze e da un costante confronto con la tradizione scientifica.
Un tassello insolito ma affascinante sarà offerto da Chiara Comegna, archeobiologa, che guiderà i partecipanti alla scoperta dei reperti vegetali rinvenuti nei contesti cultuali domestici: semi, resti e offerte votive diventano strumenti preziosi per ricostruire rituali e pratiche quotidiane degli antichi Pompeiani. Chiuderà la serata un viaggio nella storia della ricerca e della sua divulgazione a cura di Concetta Filodemo e Cristina Del Fiacco, che condurranno i visitatori tra incisioni settecentesche e strumenti digitali di ultima generazione, mostrando come nei secoli sia cambiato il modo di raccontare Pompei al mondo. La Notte Europea dei Ricercatori a Pompei si propone dunque come un ponte tra passato e futuro, tra scavo archeologico e innovazione tecnologica, tra patrimonio materiale e conoscenza condivisa, offrendo alla comunità un’occasione unica di incontro con la ricerca in una cornice suggestiva che conferma ancora una volta l’unicità del sito vesuviano.