Da un eremo sulle colline fiorentine fino a Milano, un viaggio epico e surreale a bordo di una jeep anni Settanta. La mia ombra è tua è un romanzo che racconta l’Italia del 2019, i suoi paradossi e le sue fragilità.
«Io non ho una casa, solamente un’ombra, ma tutte le volte che avrai bisogno d’un’ombra, la mia ombra è tua». È da questa frase di Sotto il vulcano di Malcolm Lowry che Edoardo Nesi prende in prestito il titolo del suo romanzo (La mia ombra è tua, La nave di Teseo, 2019, 272 pp.). Ed è proprio l’ombra – metafora di protezione e di mancanza – a guidare un racconto che unisce amore e riscatto, malinconia e ironia, in un’Italia sospesa tra passato e futuro.
Il protagonista è Emiliano, ventiduenne neolaureato in Lettere Antiche, chiamato ad accompagnare in jeep Vittorio Vezzosi, scrittore che dopo un unico successo planetario si è ritirato per venticinque anni in un eremo sopra Firenze. L’obiettivo: portarlo a Milano, a una fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, dove Vezzosi ha inspiegabilmente accettato di parlare in pubblico.
Così prende forma un on the road letterario che alterna sacro e profano, odio e amore, disincanto e romanticismo. Emiliano e Vezzosi sono due opposti: il giovane e l’adulto, l’idealista e il cinico, un Batman e Robin che strada facendo finiscono per scambiarsi i ruoli. Un viaggio che non trasforma solo i protagonisti, ma anche lo sguardo del lettore sul presente.
Sul fondo del romanzo si staglia un Paese attraversato da precarietà, social network e demagogia. Nesi racconta un’Italia che vive di nostalgia, e che nella memoria rischia di smarrire il futuro. L’ironia e la leggerezza della scrittura non cancellano la profondità dello sguardo: quello di uno scrittore che conosce bene le contraddizioni della sua epoca e le restituisce senza retorica.
La prosa di Nesi è vivace e musicale, capace di adattarsi al ritmo della storia: ora leggera e scanzonata, ora densa e meditativa. I rimandi ai grandi della letteratura – da Tolkien a Francis Scott Fitzgerald, fino a Malcolm Lowry – arricchiscono il racconto senza mai appesantirlo.
La mia ombra è tua è una storia d’amore iniziata quarant’anni prima e mai finita, ma anche il ritratto di un Paese smarrito e affascinato dal ricordo di sé. Dopo quindici anni da L’età dell’oro, Edoardo Nesi torna al romanzo e firma un racconto epico e comico, romantico e scorretto, che riesce a condensare in un giorno “una vita intera”.
Dal romanzo è stato tratto nel 2022 l’omonimo film diretto da Ruggero Cappuccio, con Marco Giallini e Isabella Ferrari protagonisti.
Il libro
È una storia, questa. Una storia d’amore. Iniziata quarant’anni fa, e mai finita. Ed è anche la storia d’un viaggio nell’Italia del 2019, epico e comico, ebbro e stupefatto, sventatissimo, intrapreso su una Jeep del 1979 senza né tetto né sportelli né parabrezza da Emiliano De Vito, un ventiduenne appena laureato summa cum laude in Lettere Antiche, e Vittorio Vezzosi, lo scrittore d’un solo libro, pubblicato nel 1995 e accolto da un successo planetario che lo convinse a rinchiudersi in una casa colonica sopra Firenze e non farsi più vedere da nessuno, e non pubblicare più neanche una parola. E mentre questi due antieroi se ne vanno litigando – troppo distanti le loro generazioni e visioni del mondo, troppo diversi i destini – verso Milano e la fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta, dove il Vezzosi ha incomprensibilmente accettato di tenere un discorso, infrangendo un silenzio durato un quarto di secolo, l’attenzione d’un mondo impazzito si riversa su di loro, e i social convinceranno l’Italia a fermarsi per ascoltare in diretta il Vezzosi, “l’unica risorsa e l’ultima speranza”, mentre fa i conti col suo e col nostro passato, e soprattutto con l’immenso, pericoloso potere della nostalgia che attanaglia e stringe forte – troppo forte – il presente e il futuro di questo nostro paese perso nel ricordo di sé, e governato dai demagoghi peggiori.
Edoardo Nesi
Sceneggiatore, regista, romanziere e traduttore, Edoardo Nesi (Firenze, 1964) ha iniziato la sua carriera traducendo racconti, saggi e romanzi di autori come Bruce Chatwin, Malcolm Lowry, Stephen King e Quentin Tarantino. Ha pubblicato i romanzi Fughe da fermo, Ride con gli angeli, Rebecca e Figli delle stelle, tutti per Bompiani, e nel 2001 ha scritto e diretto il film Fughe da fermo (Fandango).
Celebre anche per la traduzione delle 1433 pagine di Infinite Jest di David Foster Wallace, Nesi ha guidato fino al 2004 l’azienda tessile di famiglia a Prato, per poi dedicarsi interamente alla scrittura. Con Storia della mia gente (Bompiani, 2010), in cui racconta le trasformazioni e le crisi dell’industria tessile italiana, ha vinto il Premio Strega 2011.
Tra le sue opere successive: Le nostre vite senza ieri (2012), L’estate infinita (2015), Tutto è in frantumi e danza (2017, con Guido Maria Brera), La mia ombra è tua (2019) e I lupi dentro (2023).