A Napoli l’attesa per il ritorno di Alessandro Siani sul palcoscenico è diventata un fenomeno concreto: “Vivavoce”, il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato dall’artista partenopeo, registra già un primo segnale importante, con il raddoppio di alcune date al Teatro Diana.
La richiesta di biglietti ha spinto la produzione ad aggiungere nuove repliche pomeridiane alle tradizionali serate delle 21: gli appuntamenti delle 18 si aggiungono alle giornate del 26 e 27 dicembre e del 2, 3, 5 e 6 gennaio. Un’accoglienza che racconta qualcosa di più di un semplice successo di prevendita: racconta il legame particolare tra Siani e il suo pubblico, costruito negli anni attraverso un linguaggio capace di unire risata e riflessione.
Dopo il successo di “Fake News – Live Tour”, che aveva moltiplicato gli appuntamenti in tutta Italia, e dopo “Fiesta”, lo spettacolo che ha celebrato vent’anni di carriera, Siani torna con un progetto completamente nuovo. Al centro non c’è soltanto la comicità, ma una domanda molto contemporanea: cosa succederebbe se ogni nostro pensiero fosse improvvisamente ascoltabile da tutti?
Il titolo “Vivavoce” nasce proprio da una delle frasi più comuni della nostra quotidianità: “Guarda che sei in vivavoce”. Una frase semplice, quasi automatica, che però nasconde una delle paure più moderne: perdere il controllo delle proprie parole, essere scoperti, mostrarsi senza possibilità di correggere o nascondere nulla.
Siani parte da questa piccola situazione quotidiana per costruire una fotografia ironica della società di oggi. Un mondo dove tutti hanno la possibilità di parlare, ma dove spesso sembra mancare il tempo per pensare. La tecnologia ha amplificato la nostra voce, ma non sempre ha migliorato il modo in cui la utilizziamo.
Sul palco troveranno spazio i paradossi del presente: le ossessioni per i social, le conversazioni impossibili, i rapporti di coppia messi alla prova dalla trasparenza totale, il rapporto ambiguo con l’intelligenza artificiale e il confronto tra chi corre verso il futuro e chi rimpiange un passato più semplice.
“Vivavoce” nasce così come una provocazione: cosa accadrebbe se smettessimo di nasconderci dietro filtri e convenzioni? Siani immagina un teatro senza protezioni, dove il comico diventa anche osservatore della realtà e dove ogni battuta può contenere una domanda.
“Dirò tutto quello che penso dei social, dei rapporti di coppia, della politica”, racconta l’artista, trasformando il palco in uno spazio di confessione collettiva. Non una semplice esibizione, ma un dialogo diretto con gli spettatori, proprio come suggerisce il titolo dello spettacolo.
Il debutto è fissato per il 25 dicembre al Teatro Diana di Napoli, prima della partenza del tour nazionale. Dopo la lunga permanenza napoletana, “Vivavoce” arriverà anche a Firenze, Milano, Palermo, Roma, Bari, Bologna e Torino.
Ancora una volta Alessandro Siani sceglie la strada più difficile: far ridere raccontando ciò che siamo diventati. Perché dietro una battuta spesso si nasconde la fotografia più precisa del nostro tempo. E questa volta, il microfono è acceso per tutti.