Ha preso il via “Il Bosco Incantato di Agraria”, il nuovo campus estivo promosso dall’Università degli Studi di Napoli Federico II per offrire ai più piccoli un percorso educativo immerso nel verde e allo stesso tempo sostenere le famiglie dei dipendenti dell’Ateneo durante il periodo di chiusura delle scuole.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comitato Unico di Garanzia dell’Università, il Dipartimento di Agraria, l’Ufficio per il Benessere del Personale e l’associazione Stella Polare, coinvolgendo una rete di circa sessanta tra docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo impegnati nell’organizzazione delle attività.
Fino al 26 giugno, cinquanta bambini tra i cinque e i dodici anni vivranno giornate all’aria aperta negli spazi della storica Reggia di Portici, sede del Dipartimento di Agraria, trasformata per l’occasione in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla scoperta dell’ambiente e della biodiversità.
L’obiettivo del progetto è semplice ma ambizioso: avvicinare le nuove generazioni alla natura attraverso attività pratiche e coinvolgenti, capaci di stimolare osservazione, creatività e senso di responsabilità.
I piccoli partecipanti hanno l’opportunità di esplorare boschi, orti e giardini storici, osservando da vicino insetti, piante, funghi e microrganismi. Un approccio che punta a far comprendere il valore degli ecosistemi e l’importanza della loro tutela in modo concreto e divertente.
Tra le attività più apprezzate c’è il laboratorio dedicato alla vita nel bosco, dove i bambini imparano a riconoscere le specie vegetali e gli organismi che popolano l’ambiente naturale, utilizzando anche strumenti di osservazione scientifica.
Grande attenzione è riservata anche all’educazione alimentare. Attraverso il percorso “Dall’orto alla cucina”, i partecipanti seguono il viaggio dei prodotti agricoli fino alla loro trasformazione in alimenti, sperimentando la preparazione di pane, pizza, biscotti e succhi naturali.
Le attività sono realizzate con il supporto degli studenti del Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche Mediterranee e degli chef della Cucina Solidale di Agraria, offrendo ai bambini un primo contatto con i principi della Dieta Mediterranea e della sana alimentazione.
Non mancano momenti dedicati all’igiene alimentare, alla sicurezza del cibo e alla conoscenza dei prodotti tipici del territorio, sempre attraverso modalità ludiche e interattive.
Il campus non si limita agli aspetti scientifici e ambientali. Nel programma trovano spazio anche la musica, le tradizioni popolari e le attività artistiche.
Tra gli appuntamenti più attesi figurano i laboratori condotti dal musicista e cantautore vesuviano Totò Toralbo, dedicati ai canti e alle danze della tradizione, insieme a percorsi sensoriali sui profumi delle piante aromatiche, degustazioni guidate dell’olio e attività dedicate alla scoperta della vita nell’acqua e del mondo invisibile dei microrganismi.
Oltre alla valenza educativa, il progetto rappresenta un importante strumento di welfare universitario. L’iniziativa è stata infatti pensata per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e responsabilità familiari, offrendo un servizio gratuito alle famiglie del personale docente e tecnico-amministrativo.
Tutti i costi organizzativi sono stati sostenuti dal Comitato Unico di Garanzia, mentre il Dipartimento di Agraria ha messo a disposizione strutture, spazi e competenze.
Secondo gli organizzatori, i primi riscontri raccolti dalle famiglie sono particolarmente positivi e lasciano intravedere la possibilità di trasformare l’esperienza pilota in un progetto stabile negli anni futuri.
Al termine del percorso ogni bambino porterà a casa non soltanto nuovi ricordi, ma anche una piccola pianta coltivata durante il campus: basilico, zucchine, pomodori, sedano o melanzane da continuare a curare una volta rientrati a casa.
Un gesto simbolico che racchiude il senso dell’intera iniziativa: piantare semi di conoscenza, rispetto per l’ambiente e consapevolezza nelle nuove generazioni.
Perché educare alla natura significa anche insegnare a guardare il mondo con occhi diversi, riscoprendo il valore delle cose semplici e del tempo trascorso all’aria aperta.