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Approdi 25.26: come and play: nuova stagione del Nostos Teatro

  • Ida Palisi
  • Dicembre 16, 2025
  • 11:29 am
  • Teatro

Il Nostos Teatro annuncia la nuova stagione teatrale “Approdi 25.26: come and play“. Un titolo che parte dal viaggio e dalla necessità di trovare un porto sicuro, in perfetta continuità con l’identità stessa del teatro (“Nostos” come ritorno a casa), e invita a riunirsi per giocare/recitare insieme, sfruttando il doppio significato del verbo ‘play’ in inglese. La stagione si presenta come un arcipelago di storie: dal teatro civile alla riscrittura dei classici, dalla riflessione sulla violenza di genere a una storia di bullismo e solitudine e un’altra sulla demenza senile, dalla sperimentazione interattiva al teatro di figura, fino a percorsi di alta formazione.

I direttori artistici del Nostos Teatro, Gina Oliva, Giovanni Granatina e Dimitri Tetta ne parlano così: «Con “Approdi 25.26. Come and play” rinnoviamo la promessa che il Nostos ha fatto al suo pubblico sin dal primo giorno: essere un luogo di ritorno e, al contempo, di scoperta, una casa dove tutti possono essere se stessi. Ogni spettacolo che abbiamo scelto è un approdo necessario. In un tempo fluido e spesso tempestoso, il teatro resta la nostra terraferma, il luogo dove la comunità si riconosce e si interroga. Abbiamo immaginato questa stagione come una mappa nautica che tocca diverse coste: l’infanzia che resiste, la denuncia sociale che non fa sconti, la lingua che si reinventa e la memoria che ci definisce. Non sono solo spettacoli da guardare, ma esperienze da “abitare”, proprio come una pelle o una casa. Invitiamo il pubblico a salpare con noi, certi che ogni approdo lascerà un segno.»

La stagione si apre nel segno delle famiglie e della magia del Natale, per poi addentrarsi in tematiche civili, sociali e umane di grande impatto.

Sabato 20 Dicembre, alle 17:30,si inizia con Storia di uno Schiaccianoci, produzione Il Teatro nel Baule. Si tratta di una rilettura originale del classico di Hoffmann dal punto di vista dello zio Drosselmayer. Tra invenzioni meccaniche e le musiche di Čajkovskij, un viaggio per sconfiggere la maledizione dei topi. Lo spettacolo è consigliato dai 5 ai 100 anni e oltre.

Martedì 6 Gennaio, alle 17:30, si continua conNella Neve – Storie di Natale dal mondo, ancora produzione Il Teatro nel Baule: storie di coraggio e altruismo per celebrare l’Epifania. Un’atmosfera magica tra boschi innevati e luci calde, per chiudere le feste con un messaggio di speranza. Si consiglia dai 3 ai 100 anni e oltre.

Domenica 18 Gennaio, alle 19:00, va in scena Avrei voluto essere Pantani di e con Davide Tassi, un potente atto di denuncia contro il doping e il “Sistema” che divora i suoi eroi. Lo spettacolo ripercorre la tragedia umana e sportiva del Pirata, con la partecipazione straordinaria (in voce/video) di Alessandro Donati, icona della lotta al doping.

Lunedì 26 Gennaio, alle 20:30, è tempo di Mattatoio Numero Enne (Progetto Nostoi – Modulo I), a cura di Antonio Piccolo. Rappresenta l’esito scenico del laboratorio ispirato a Kurt Vonnegut. Un attraversamento teatrale tra guerra e memoria, dove realtà e immaginazione si intrecciano per provare a dire l’indicibile.

Lunedì 2 Febbraio, alle 20:30, è il momento diEternità – Primo movimento (Progetto Nostoi – Modulo I), a cura diEsposti. Un’indagine su ciò che resta delle fiabe nel nostro quotidiano adulto. Dove sono finiti i soldatini e le sirene? Una ricerca per scoprire se la fiaba è ancora il luogo di tutti i possibili.

Domenica 8 Febbraio, alle 19:00 la stagione prosegue con La voce a te dovuta, produzione Piccola Città Teatro, in cui due gemelle sono in scena per rompere il silenzio sulla violenza di genere. Attraverso l’espediente di un podcast, la voce diventa strumento politico e rivoluzionario per raccontare storie che riguardano tutti.

Domenica 15 Febbraio, alle 20:00, è di scena Dirty Talk – Speciale San Valentino e San Faustino, format interattivo condotto da M. Montecatino, C. Fidia, R. Bisogni. Uno spettacolo senza “quarta parete” dove si parla di sesso senza filtri.L’edizione speciale “Santi Nemici” mette a confronto Amore e Sesso, coinvolgendo il pubblico in modo diretto, ironico e liberatorio.

Domenica 1 marzo, alle 19:00, è tempo di Inquilini, testo e regia di Filippo Stasi. Cinque personaggi sono in una stanza chiusa, prigionieri delle proprie abitudini. Un atto unico che mescola realismo e poesia, ponendo una domanda universale: si può davvero cambiare o siamo condannati a ripeterci?

Sabato 7 alle 21 edomenica 8 marzo alle 19, va in scena Affogo di Dino Lopardo (Prod. Gommalacca Teatro), Parte della “Trilogia dell’odio”, lo spettacolo indaga bullismo e solitudine con un linguaggio “tragicomico scorretto”. Sul palco, una vasca da bagno diventa il luogo dove fare i conti con i propri mostri interiori.

Domenica 22 marzo, alle 19:00, le luci si accendono su Groppi d’amore nella scuraglia di Tiziano Scarpa, con Silvio Barbiero. La saga comica e poetica di Scatorchio, raccontata in una lingua primitiva e inventata. Un viaggio nell’educazione sentimentale di un eroe naif che, per amore, trasforma il suo paese in una discarica.

Domenica 12 aprile, alle 18:00, sale sul palcoPulcinella nella Storia del Re, di e con Paola Maria Cacace. L’incontro tra la Commedia dell’Arte e il Teatro di Figura. Un Pulcinella metafisico si fa burattino per affrontare un re tiranno, in uno spettacolo che celebra la meraviglia del teatro e della condivisione.

Domenica 19 aprile, alle 19:00, la stagione si conclude conIl vecchio e la sua ombra, produzione Centro Teatrale Umbro. Una commovente rilettura del Don Chisciotte ambientata in una stanza d’ospedale. La demenza senile si trasforma in epica cavalleresca, in un omaggio al potere della fantasia e all’amore che sopravvive al tempo.

Accanto alla programmazione, Nostos Teatro conferma la sua vocazione formativa con due appuntamenti imperdibili: dal 10 all’11 gennaio, La pelle che abito, un laboratorio esperienziale su costume e arteterapia con Gina Oliva e Viviana Sannino, e, dal 14 al 15 marzo, Dalla parola alla macchina scenica, workshop di scrittura monologica e drammaturgia con Dino Lopardo.

Informazioni e Prenotazioni 

Nostos Teatro 

Via Giacomo Brodolini, 6 – Aversa

info@nostosteatro.it

www.nostosteatro.it

389 24 71 439

Facebook: Nostos Teatro

Instagram: @nostos.teatro

Immagine di Ida Palisi

Ida Palisi

Giornalista professionista, esperta di comunicazione sociale, dirige l’Ufficio Comunicazione Gesco. Collabora con il Corriere del Mezzogiorno per le pagine della Cultura e del Primo Piano.
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Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
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