Arriva in libreria il secondo capitolo della saga che vede Matilde Serao nei panni inediti di detective della Belle Époque napoletana, Buio sulla città (Ed. Feltrinelli, 248 pp) che conferma tutta la forza della scrittura di Massimiliano Virgilio.
Dopo Luci sulla città, l’autore riporta in scena “A Signora” del giornalismo italiano, trasformandola in un’eroina moderna, ironica e caparbia, capace di indagare tra delitti, segreti e verità indicibili. Con grande intelligenza narrativa, Virgilio costruisce tutto a partire da un’idea affascinante: far rivivere Matilde Serao non solo come cronista d’inchiesta, ma come investigatrice del vero, una donna che nella Napoli di fine Ottocento si muove tra superstizioni popolari, redazioni in fermento e struggimenti personali.
“Mi piaceva – racconta l’autore – pensare a una Serao che cerca la verità non per dovere, ma per sopravvivenza. È una donna che indaga sul mondo e su sé stessa.”Il romanzo si apre con una scena magnetica: una notte, lampioni e lampade si spengono e sulla città cala il buio.
Qualcuno lo chiama “Grande Oscuramento”. Poco dopo, sulla collina di Capodimonte viene trovato il corpo senza vita di una ragazza.
Le voci popolari parlano di fantasmi, ma Matilde, “sempre a caccia del vero per indole e deformazione professionale”, non si lascia abbindolare: per lei, l’unica notizia è che una giovane donna è stata assassinata.
Napoli è protagonista assoluta. La ricostruzione storica è perfetta e romantica: si respira l’aria delle carrozze nei vicoli, delle lampade elettriche che cominciano a rischiarare la città, e al tempo stesso della modernità che avanza, pur tra resistenze, superstizione e disegni oscuri. Una città viva, pulsante, sanguigna, descritta con la sensibilità di chi la ama senza idealizzarla. Virgilio la racconta come un teatro affollato, dove convivono miseria e splendore, razionalità e superstizione, progresso e oscurità, vita e morte.
“A Signora”, “Matildella”, è un personaggio perfettamente raccontato che si fa voler bene: ironica, ferita, curiosa, battagliera, cupa, onesta.
Il suo percorso personale – il matrimonio che si sfalda, gli amori perduti, la malinconia che la accompagna – si intreccia con un’indagine che tocca temi più che mai attuali: la condizione femminile, le fake news e la questione del Real Albergo dei Poveri, luogo simbolico di una promessa tutta napoletana mai mantenuta.Come nel precedente Luci sulla città, anche qui Virgilio intreccia la trama gialla con una riflessione sociale potente: la “valanga dell’irragionevolezza”, scrive, rischia di coprire tutto, mentre la gente “non vuole sforzarsi di capire, ma desidera che le false notizie siano vere”.
È un pensiero che sembra scritto per il nostro tempo. Dal femminicidio che scuote la città alla complicità tra Matilde Serao ed Eleonora Duse, il romanzo è un intreccio di luci e ombre, di cronaca e sentimento. E grazie alla scrittura elegante, ai dialoghi travolgenti e al ritmo cinematografico, Buio sulla città scorre come una pellicola perfettamente montata.
La serialità del libro mette in piena luce il talento da sceneggiatore di Virgilio: la Serao-detective sembra perfetta per una serie televisiva – un commissario Montalbano in gonnella e tacco Luigi XIV, in formato Belle Époque – con ambientazioni ricche, personaggi forti, ritmo visivo e dialoghi vivaci.
Il romanzo è al contempo un noir e un romanzo popolare: tanti colori, tante sfumature, un intreccio che dall’alta società ai vicoli napoletani attraversa luci, ombre e rimandi sociali.
La scrittura è fluida ma solida, elegante ma accessibile. I dialoghi travolgono, la trama appassiona, gli ambienti si vivono. Dalla redazione del quotidiano al bosco della Reggia di Capodimonte, dai bar del centro storico ai bassifondi della città – tutto è curato e funziona.
La Napoli di Virgilio non è una cartolina turistica: è una città che respira, che trema, che si agita, che ascolta e talvolta grida.Con Buio sulla città, Massimiliano Virgilio firma un noir d’autore che è anche un romanzo profondamente prospettico: tanti colori, tante sfumature, tanta Napoli. Un libro sul passato che parla al presente, e una protagonista che, con la sola forza della parola e della verità, riesce a riportare un po’ di luce nel buio.