L’Asl Napoli 1 Centro, dagli inizi di giugno, sta procedendo allo scorrimento delle graduatorie per l’assunzione diretta dei vincitori di concorso di alcuni servizi socio assistenziali e socio sanitari. Si tratta di servizi che complessivamente impiegano circa 1200 lavoratori, molti dei quali con una esperienza ultratrentennale, in settori strategici come salute mentale, disabilità, dipendenze, inserimento lavorativo.
Oggi si è svolto un primo incontro interlocutorio tra Asl e terzo settore: l’azienda sanitaria locale ha dimostrato apertura e disponibilità verso le istanze delle organizzazioni sociali, che, nei giorni scorsi, si erano riunite al ristorante Il Poggio di Poggioreale per discutere del destino dei lavoratori.
“Senza mettere in discussione la legittima scelta dell’Asl, questa non produce nuovi posti di lavoro, ma sostituisce quelli già esistenti. La conseguenza è la perdita di lavoro per educatori, operatori socio sanitari ed altre figure professionali, che da trent’anni sono attivi sui territori, ma anche la messa a repentaglio della qualità stessa dei servizi” sostengono gli operatori della cooperativa sociale Era del gruppo Gesco, storicamente attivi nel Centro Diurno di Gatta Blu di Scampia.
Da quando prende forma la legge Basaglia (180/1978), che impose la chiusura dei manicomi e l’apertura dei servizi territoriali, la cooperazione sociale è stata di grande supporto, sia in termini di progettazione che di realizzazione degli interventi.
Il Gatta Blu è il primo centro di riabilitazione psichiatrica e psico-sociale in Campania, aperto dallo psichiatra Sergio Piro e attivo a Scampia dalla fine degli anni ’80. L’esperienza e il know-how di ogni operatori hanno creato e realizzato percorsi sperimentali sviluppando buone pratiche nella cura e nella qualità della vita quotidiana delle persone. Comunità competenti, colte, resilienti, operativamente flessibili, informate delle risorse che hanno a disposizione sui territori e legate ad essi per sviluppare percorsi di inclusione, autonomia, inserimento lavorativo.
“Oggi, la necessità è di riscrivere un nuovo patto sociale. Rivendichiamo il riconoscimento di un patrimonio di esperienza e conoscenza, la necessità di implementare ulteriori servizi che rispondano ai nuovi bisogni rilevati, il mantenimento dei livelli occupazionali e lo sviluppo di un modello di Sanità campana più vicino ai territori – dicono gli operatori – A difesa del Gatta Blu, a sostegno dei diritti dei lavoratori e del mantenimento del patrimonio professionale e culturale costruito negli anni sui territori, si costituisce un’organizzazione di base insieme al coordinamento della rete territoriale di Scampia, ai sindacati, alle associazioni di categoria, alla cooperazione sociale, alla Ottava Municipalità del Comune di Napoli”.
Da qui l’invito a sottoscrivere l’appello “Giù le mani dal Gatta blu”