Cambia completamente il modo di intendere il teatro di narrazione: così Peppe Servillo descrive Il fuoco che ti porti dentro, spettacolo tratto dall’omonimo libro di Antonio Franchini, che lo vede protagonista insieme al chitarrista Cristiano Califano.
Il secondo appuntamento della stagione dell’Associazione Maggio della Musica andrà in scena giovedì 30 aprile alle ore 20.00 nella suggestiva Villa Pignatelli, intrecciando musica e parola, cifra distintiva delle recenti produzioni della rassegna.
L’allestimento è essenziale: una scena pulita, una storia potente e, al centro, la forza della recitazione. Servillo, con autorevolezza, alterna lingua italiana e napoletana, sostenuto dalle sonorità della chitarra di Califano, che accompagna e sottolinea i passaggi chiave del racconto.
Vincitore del Premio Napoli per la Narrativa, il romanzo di Franchini narra la vita e la morte di Angela Izzo, figura complessa e disturbante che incarna molte delle contraddizioni più cupe della società italiana: dal qualunquismo al razzismo, dal classismo all’opportunismo, fino a un rancore profondo e corrosivo. Ne emerge il ritratto di un’eroina eccessiva, capace di oscillare tra registri tragici e momenti di ironia. La forma è quella della commedia, ma il contenuto resta profondamente tragico.
Nella trasposizione teatrale, Servillo porta in scena l’umanità che ruota attorno alla protagonista, sviluppando il racconto attraverso il rapporto con il figlio e le diverse fasi dell’esistenza: infanzia, giovinezza, maturità e declino.
«Ciò che mi affascina del libro di Franchini – osserva Servillo – è la trasformazione parallela di Angela e del figlio. Il loro rapporto evolve in modo sorprendente, fino a contraddire le premesse iniziali. È proprio questo sviluppo a rappresentare, per me, l’aspetto più interessante del romanzo: una riflessione valida tanto per la letteratura quanto per il teatro o la musica».
Lo spettacolo è arricchito da momenti musicali in cui Servillo interpreta, più recitando che cantando, brani della tradizione napoletana come M’aggia cura’, Zappatore e Lazzarella, citati nel libro. A completare questo percorso, elegante e coinvolgente, la chitarra di Califano, autore e interprete anche del brano strumentale Vedersi in un sogno.