Non esiste animale più fedele del cane. È una frase che rischia di sembrare retorica, eppure custodisce una verità semplice e profonda: racchiude amore.
È notizia recente l’inseguimento rocambolesco di Diego, un cane dal pelo nero e marrone, che ha corso dietro all’ambulanza che trasportava il suo padrone, un senza fissa dimora che si è rotto il femore, da San Marzano sul Sarno all’ospedale di Nocera Inferiore, distante diversi chilometri e poi ancora dall’ospedale fino a Castellammare di Stabia forse confuso e smarrito dalla situazione. Nessuno gli aveva spiegato cosa stesse accadendo, nessuno gli aveva chiesto di correre. Eppure lo ha fatto. Perché per lui non esiste distanza quando c’è di mezzo il suo umano.
Diego vive in simbiosi con il suo compagno di vita, riempie le sue giornate di presenza silenziosa, di sguardi che parlano più di mille parole. Ora il cane è al canile di Nocera dove attende il suo padrone che dopo l’operazione sarà trasportato in una struttura per la riabilitazione Chi non ha mai condiviso la propria quotidianità con un quadrupede fatica a comprendere la profondità del legame che si crea tra uomo e cane: è un amore allo stato puro, privo di calcolo, libero da condizioni.
Il cane riconosce nell’uomo il suo unico punto di riferimento. Accetta spazi ristretti, cambiamenti, difficoltà, pur di restare al fianco di chi ama. Non chiede molto: una carezza, una voce familiare, la certezza di non essere lasciato indietro. In cambio offre tutto se stesso.
Eppure le pagine dei giornali sono colme di storie di violenza, di abbandoni, di cani costretti a vivere in condizioni inaccettabili. Anche quando vengono salvati dai loro aguzzini, molti di loro attraversano momenti devastanti di smarrimento: perché, nonostante il dolore subito, il loro cuore resta legato. La loro fedeltà non conosce vendetta, solo attesa.
Pochi giorni fa, negli Stati Uniti, un uomo ha scelto di non partecipare al matrimonio della figlia per restare accanto al suo Leo, un labrador di sedici anni, negli ultimi istanti della sua vita. È stato criticato, accusato di egoismo. Ma chi conosce l’amore di un cane sa che non si è trattato di una fuga, bensì di una presenza. Leo era stato famiglia nel momento doloroso del divorzio, compagno silenzioso nelle notti più difficili. In quell’addio, quell’uomo ha compiuto un gesto di coerenza e di gratitudine: non ha abbandonato chi, al mondo, aveva solo lui.
La fedeltà del cane non è eroismo, è scelta quotidiana. Forse dovremmo imparare da loro questa forma di amore semplice e radicale: restare. Restare quando è facile, ma soprattutto quando è difficile. Restare fino alla fine.
Perché, se è vero che non esiste animale più fedele del cane, è altrettanto vero che non esiste privilegio più grande, per un essere umano, che meritare quella fedeltà.