Sarà possibile visitare ancora per alcune settimane “Napoli Explosion RAP”, la mostra del fotografo e visual artist Mario Amura allestita negli spazi del Real Albergo dei Poveri. L’esposizione, curata da Sylvain Bellenger, è stata infatti prorogata fino a domenica 5 aprile 2026, dopo il grande interesse suscitato dal pubblico sin dalla sua inaugurazione lo scorso dicembre.
La mostra è stata prodotta dalla Casa delle Tecnologie Emergenti Infiniti Mondi del Comune di Napoli, in collaborazione con il creative tech studio Napex e con il patrocinio delle celebrazioni di Napoli 2500. Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare l’incontro tra innovazione tecnologica, cultura e patrimonio visivo napoletano, una formula che ha conquistato i visitatori anche grazie al fascino dei rinnovati spazi del Real Albergo dei Poveri, restituiti alla città.
Da oltre quindici anni Mario Amura osserva e racconta un rito collettivo unico: il Capodanno di Napoli. Lo fa da un punto di vista privilegiato, il Monte Faito, da cui immortala l’esplosione di luci che accompagna l’arrivo del nuovo anno.
Il progetto fotografico cerca una nuova iconografia del Vesuvio, trasformando la fotografia in un territorio di confine tra immagine e pittura. Gli scatti diventano così una ricerca sul sentimento della luce, capace di restituire l’energia primordiale di un territorio e il legame profondo tra il popolo napoletano e il Vesuvio.
È proprio nella notte di Capodanno che questo rapporto trova la sua espressione più intensa: i fuochi d’artificio illuminano il cielo e il vulcano diventa simbolo di vita, rinascita e speranza, trasformando la paura di una possibile eruzione in una festa collettiva di luce e colore.
Il percorso espositivo comprende 33 opere fotografiche, accompagnate da citazioni dello scrittore Erri De Luca e dello storico dell’arte Salvatore Settis.
La mostra è arricchita anche da due video esclusivi, una sala cinema e un’area immersiva realizzata grazie alla piattaforma NYA – Now Your Art, che consente ai visitatori di vivere l’esperienza dei fuochi di Capodanno dalla stessa prospettiva da cui Amura realizza i suoi scatti. I partecipanti possono inoltre creare e condividere sui social la propria immagine artistica, diventando parte del progetto.
“Napoli Explosion” rappresenta anche il momento conclusivo del progetto della Casa delle Tecnologie Emergenti Infiniti Mondi, un hub dedicato alla sperimentazione delle tecnologie digitali applicate alle industrie creative e culturali.
Finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del programma dedicato alle tecnologie 5G, il centro ha dato vita a un polo di ricerca e innovazione ospitato proprio nel Real Albergo dei Poveri. L’hub integra arte, artigianato, scienza e tecnologia e mette a disposizione cinque laboratori avanzati dedicati a metaverso, Web 3.0, gaming, storytelling digitale e comunicazioni quantistiche.
Il progetto è guidato dal Comune di Napoli e coinvolge numerosi partner, tra cui l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università L’Orientale di Napoli, l’Accademia di Belle Arti di Napoli e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, insieme a centri di innovazione e imprese tecnologiche.
Nato a Napoli nel 1973, Mario Amura ha iniziato la sua formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia, seguendo le lezioni del maestro Giuseppe Rotunno. Tra il 2000 e il 2012 ha curato la fotografia di numerose opere cinematografiche presentate in festival internazionali come il Festival di Cannes, la Berlinale e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Nel 2003 ha ricevuto il David di Donatello con il cortometraggio Racconto di guerra, ambientato nella Sarajevo sotto assedio del 1996.
Dal 2005 porta avanti la ricerca fotografica StopEmotion, una tecnica che frammenta la linearità del tempo in picchi emotivi, trasformando il tempo stesso in un oggetto visivo. Con questo metodo ha realizzato reportage in Bosnia, India, Cina rurale, Cambogia, Sri Lanka, America Latina e in diversi paesi europei.
Tra i suoi progetti più importanti anche “Fujenti”, avviato nel 2007 e ancora in corso, mentre “Napoli Explosion”, iniziato nel 2010, continua oggi a evolversi come una ricerca aperta sulla luce, la città e il suo vulcano.
La proroga della mostra offre quindi un’ulteriore occasione per scoprire un progetto artistico che racconta Napoli attraverso arte, tecnologia e memoria collettiva, trasformando una tradizione popolare in un potente racconto visivo contemporaneo