In vista del referendum costituzionale sulla giustizia che si terrà il 22 e 23 marzo 2026, gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi sulla riforma riguardante l’ordinamento giudiziario e l’istituzione della Corte disciplinare.
In diverse città si stanno organizzando iniziative di informazione e confronto per aiutare i cittadini a comprendere meglio i contenuti della riforma e le diverse posizioni in campo.
Il voto riguarda un referendum costituzionale confermativo, cioè una consultazione attraverso la quale gli elettori possono approvare o respingere una modifica della Costituzione già approvata dal Parlamento. A differenza dei referendum abrogativi, in questo caso non è previsto alcun quorum, quindi il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza alle urne.
Se dovesse prevalere il No, resterà in vigore l’attuale testo costituzionale. Se invece dovesse vincere il Sì, la legge entrerà in vigore con la maggioranza dei voti validamente espressi. Il quesito referendario su cui gli elettori saranno chiamati a pronunciarsi recita: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?».
In questo clima di dibattito pubblico, anche il territorio casertano ospiterà un momento di confronto aperto alla cittadinanza. Mercoledì 11 marzo 2026 alle ore 19:00, presso il salone parrocchiale della Parrocchia San Paolino Vescovo, in Viale Kennedy 1 a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), si terrà un incontro dedicato alle ragioni del Sì e del No al referendum.
Durante la serata interverranno il dottor Diego Dinardo, magistrato, che illustrerà le ragioni del No alla riforma, e l’avvocato Angelo Reccia, del Foro di Santa Maria Capua Vetere, che presenterà invece le motivazioni a favore del Sì. A moderare il confronto sarà don Marco Pascarella, che guiderà il dibattito tra i relatori e favorirà il dialogo con il pubblico presente.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di informazione e partecipazione civica, offrendo ai cittadini la possibilità di ascoltare direttamente le diverse posizioni sul referendum e di approfondire i temi legati alla riforma della giustizia prima dell’appuntamento elettorale di marzo.