Per la prima volta, Mimmo e Francesco Jodice si incontrano in un confronto diretto sul senso dell’arte e sul passaggio generazionale nella fotografia. Oltre il confine. Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice, documentario scritto e diretto da Matteo Parisini, mette in dialogo due visioni artistiche diverse ma unite da una comune tensione poetica verso il reale.
Dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il film presentato in prima nazionale il 30 gennaio alle ore 19 nella Sala Squarzina del Teatro Argentina di Roma, arriva lunedì 16 marzo alle ore 19, al Teatro Mercadante. Prodotto da Ladoc e Jump Cut, il documentario ripercorre, attraverso opere e materiali d’archivio, il profilo di Mimmo Jodice — maestro della fotografia italiana — e lo mette in relazione con la ricerca di Francesco Jodice, protagonista della scena internazionale contemporanea.
Seduti attorno a un tavolo, padre e figlio raccontano oltre sessant’anni di trasformazioni del linguaggio fotografico, restituendo due modi di guardare il mondo: dalla visione metafisica di Mimmo alla ricerca geopolitica e urbana di Francesco.
A tre mesi dalla scomparsa di Mimmo Jodice, il film ne ripercorre il profilo artistico attraverso parole, opere e materiali d’archivio pubblici e privati, restituendo il ritratto di uno dei maestri assoluti della fotografia italiana nel mondo. Il suo percorso viene messo in relazione con quello di Francesco Jodice, protagonista della scena internazionale dalla fine degli anni Novanta grazie a una ricerca incentrata sulle metamorfosi del paesaggio sociale contemporaneo.
Un mestiere d’arte trasmesso di padre in figlio, che nel confronto generazionale rivela differenze profonde nelle procedure e nei linguaggi, ma anche un comune posizionamento poetico nei confronti del reale, mai didascalico. Seduti attorno a un tavolo, davanti alle proprie immagini, Mimmo e Francesco Jodice si raccontano lasciando emergere gesti, ricordi e confessioni che vanno oltre la biografia, costruendo una lettura di oltre sessant’anni di storia delle immagini e dell’evoluzione del linguaggio fotografico.
Matteo Parisini, già regista di Infinito. L’universo di Luigi Ghirri (2022), spiega così la genesi del progetto:
«Ho sentito l’urgenza di esplorare un tema raramente affrontato con la dovuta profondità: il passaggio generazionale nell’arte. La fotografia diventa il terreno di confronto tra due figure straordinarie della cultura italiana. Ciò che mi interessava raccontare non era solo la loro esperienza artistica, ma il rapporto umano che la sostiene e la attraversa».