Sì, va bene, il titolo è nazionalpopolare, mi sono lasciata andare. E in tutta coscienza non posso promettere che non lo farò più. Perché io lo sapevo che quella canzone non solo si sarebbe piantata nel mio cervello (indipendentemente dal fatto che poi in realtà non mi piace nemmeno, anche se ha una specie di fascino perverso, è talmente trash/kitsch che fa il giro e diventa quasi bella), ma che si sarebbe piantata nel cervello di tutti e avrebbe trovato il suo palco ideale al Maradona. Non immaginavo che avrebbe vinto Sanremo, non immaginavo che vincendo Sanremo avrebbe scatenato polemiche assurde e a tratti ridicole, quando non apertamente offensive, ma che le parole “Legati per la vita che Senza te Non vale niente Non ha senso vivere Con la mano sul petto Io te lo prometto Davanti a Dio Saremo io e te Da qui Sarà per sempre sì” sarebbero state cantate a squarciagola al Maradona come un inno all’amore per il Napoli, mi sarei giocata più di una pizza. Il fatto, e poi non ci torniamo più perché davvero questa storia ci sta uscendo dagli occhi, è che Napoli non sarà mai materia neutra. Sarà sempre origine di polemiche erché noi li facciamo uscire pazzi. E come Diego non sarebbe mai stato un uomo comune, Napoli, sua città a immagine e somiglianza, non sarà mai una città comune. Detto questo, la partita. Tanto per continuare a parlare d’amore, in campo scendono tanti ex, il nostro portierone ed Elmas (pochino ex) dalla nostra parte e Simeone e Zapata dall’altra. Mi manca Simeone, moltissimo, e non ho mai capito perché ci siamo venduti Zapata. E secondo me anche loro ci vogliono ancora bene. Tanto che hanno avuto il buon gusto di non fare il gol dell’ex. L’applauso a Simeone quando esce, ad esempio, è da brivido.E poi solo belle notizie.Innanzitutto il gol di Alisson Santos, che arriva bel bello e continua non solo a segnare, ma a segnare gol belli e quando servono di più. Tipo al sesto minuto, quando ancora qualcuno canticchia Sal Da Vinci. Poi quello di Elmas, che non ce la faceva più: la sua esultanza è un grido di liberazione e felicità.E poi tornano in campo De Bruyne e Anguissa, sommersi dall’abbraccio di una tifoseria che forse di rivederli prima della fine della stagione, e addirittura rivederli insieme ieri sera, non se lo aspettava più. Il venerdì sera si chiude con gli azzurri di Conte che rafforzano il 3° posto con 5 punti di vantaggio sulla Roma e 8 sul quinto posto.Insomma, affrontiamo il weekend con la giusta leggerezza, guardando le altre partite con animo sereno. E canticchiando ognuno quello che ama di più.
Foto di copertina di Carlo Hermann