Saranno ospitati per un mese in sei musei italiani tra cui il Mann di Napoli i partecipanti alla Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale, il programma di alta formazione internazionale promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, dedicato allo sviluppo delle competenze dei professionisti del patrimonio culturale provenienti dal continente africano e dall’area mediterranea.
Si tratta di un’iniziativa strategica nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, che coinvolge una rete di musei e istituzioni culturali italiane in un percorso integrato di formazione, ricerca e collaborazione internazionale rivolto a professionisti del patrimonio provenienti da 12 nazioni africane: Algeria, Angola, Congo-Brazzaville, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Kenya, Marocco, Mozambico, Senegal, Tanzania e Tunisia.
Dopo una prima fase online e una settimana in presenza a Roma (dal 20 al 24 aprile scorsi), direttori, funzionari, curatori, conservatori, bibliotecari e archivisti del patrimonio culturale parteciperanno alla fase residenziale del progetto presso: Museo delle Civiltà (MUCIV), Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) e Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana. Qui lavoreranno su collezioni, ricerca curatoriale e attività pubbliche.
L’evento conclusivo del progetto si svolgerà il 22 maggio a Roma, al Ministero della Cultura.
“La Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale è uno degli strumenti attraverso cui il Ministero della Cultura rafforza la propria azione, promuovendo la diplomazia culturale come dialogo, collaborazione e costruzione di relazioni istituzionali durature. In un contesto geopolitico segnato da trasformazioni la cultura è un elemento sempre più strategico nelle relazioni internazionali: favorisce la circolazione delle idee e la costruzione di fiducia tra istituzioni e tra popoli. Attraverso la formazione avanzata e lo scambio tra professionisti, la Scuola contribuisce a valorizzare il patrimonio culturale come primo ambito di collaborazione tra Italia e Nazioni dell’area mediterranea, in coerenza con gli indirizzi del Piano Mattei e con una visione fondata sulla crescita comune”, dichiara Alessandro Giuli, Ministro della Cultura.
“Con questa iniziativa, giunta alla quarta edizione, la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali conferma il proprio ruolo a supporto del Ministero della Cultura nella progettazione di programmi di formazione internazionale ad alto impatto. Il coinvolgimento di una rete ampia e qualificata di musei italiani testimonia la capacità del sistema culturale nazionale di operare in modo coordinato nella cooperazione internazionale e nella formazione specialistica, mettendo a disposizione competenze, pratiche e professionalità per la valorizzazione condivisa del patrimonio culturale”, afferma Gerardo Villanacci, Presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
Attiva dal 2019, la Scuola si conferma un importante spazio di dialogo e collaborazione internazionale nel campo del patrimonio culturale. Attraverso la condivisione di conoscenze ed esperienze, metodi e modelli, la scuola promuove lo sviluppo di competenze a livello internazionale, favorisce l’internazionalizzazione delle istituzioni culturali italiane incentiva progettualità condivise, partenariati, gemellaggi.
Ogni edizione del programma circoscrive un ambito tematico di indagine e studio ed un’area geografica di provenienza dei partecipanti.
I partecipanti sono candidati al corso direttamente dagli organismi, attivi nella gestione del patrimonio culturale, presso i quali lavorano: possono aderire professionisti impegnati, sia nel settore pubblico sia in quello privato.