Fino al 5 marzo 2026, l’Accademia di Belle Arti di Napoli ospita “Toni Servillo tra cinema e teatro, un racconto fotografico”, a cura di Antonio Maraldi, un viaggio per immagini che attraversa oltre quarant’anni di palcoscenico e grande schermo. La mostra nasce nell’ambito delle attività didattiche della Scuola di Cinema e si configura come un omaggio visivo a uno degli interpreti più autorevoli e versatili della scena contemporanea.
Protagonista assoluto è Toni Servillo, attore capace di abitare con la stessa intensità la misura del primo piano cinematografico e la verticalità del teatro. La mostra, ideata da Riccione Teatro in occasione del 27° Riccione TTV Festival, raccoglie quarantotto fotografie firmate da alcuni tra i più importanti fotografi di scena italiani. Molti scatti sono inediti e restituiscono non soltanto i personaggi, ma l’uomo che li attraversa: lo sguardo concentrato dietro le quinte, la sospensione prima di entrare in scena, l’energia che vibra sul set.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni che raccontano la complessità di un artista in costante trasformazione. Tre sono dedicate al cinema — “In primo piano”, “Compagne e compagni di ventura”, “Tra scena e set” — e mettono a fuoco l’intensità dei volti, le collaborazioni decisive, il dialogo continuo tra finzione e realtà. La quarta sezione è riservata al teatro, luogo originario e mai abbandonato, dove Servillo ha costruito una grammatica espressiva rigorosa, fondata sul ritmo della parola e sulla densità del silenzio.
Le immagini, selezionate in collaborazione con l’Associazione Autori della Fotografia di Scena, non si limitano a documentare una carriera costellata di successi, ma ne rivelano la trama più intima: il passaggio costante dal dramma alla commedia, dalla tensione tragica all’ironia sottile, dal tormento alla leggerezza. In ogni fotografia si avverte la disciplina dell’attore e, insieme, la sua disponibilità a farsi attraversare dai personaggi.
L’allestimento, curato dalla Scuola di Scenografia coordinata dal professor Vincenzo Gagliardi con il contributo del laboratorio e delle allieve coinvolte, dialoga con gli spazi storici dell’Accademia in via Santa Maria di Costantinopoli. Le fotografie si inseriscono così in un contesto che è esso stesso luogo di creazione, trasformando la visita in un’esperienza immersiva, sospesa tra memoria e presente.
A Napoli, città natale dell’attore, questo racconto per immagini assume un valore ulteriore: è un ritorno simbolico, un filo che lega formazione, territorio e successo internazionale. E mentre gli scatti fissano istanti irripetibili, restituiscono al pubblico la misura di un talento che continua a interrogare il nostro tempo, oscillando con naturalezza tra cinema e teatro, tra luce e ombra.