Domenica 30 novembre alle ore 19, al Monastero delle Trentatré (via Armani 16, Napoli), va in scena “Underground”, un concerto che esplora ciò che si muove sotto la superficie: linguaggi nascosti, energie sotterranee, estetiche di confine. In scena Marco Cappelli e Arturo Tallini, due chitarristi radicati nella tradizione classica ma proiettati verso percorsi complementari: Tallini con le collaborazioni e le tecniche estese, Cappelli tra improvvisazione e Downtown newyorkese.
La serata propone un viaggio che attraversa quasi un secolo di musica. Si parte dalla Sonata for Two Voices di John Cage, per arrivare a Quando le montagne si colorano di rosa di Stefano Scodanibbio, passando per Raw di Vincenzo Giulio Gualtieri e Amygdala di Elliott Sharp. Non mancano classici del duo chitarristico come Vier Stücke di Ernst Krenek e Serenade pour deux guitares di André Jolivet. Il repertorio alterna avanguardia, gestualità sonora e improvvisazione, in un dialogo continuo tra passato e presente.
Gli interpreti – Marco Cappelli vive tra Palermo e New York, cofondatore dell’Ensemble Dissonanzen e fondatore di 41st Parallel Records, collabora con artisti internazionali nel contemporaneo, jazz e performativo. Arturo Tallini, docente al Conservatorio di Santa Cecilia e all’Accademia Internazionale di Imola, è uno dei principali interpreti di musica contemporanea per chitarra; il suo album Changes (Naxos) è tra le migliori produzioni del 2023 secondo Klassik Heute.
Lunedì 1° dicembre alle 17.30, al Riot (via San Biagio dei Librai 39), seguirà “Fare (quale?) musica a Napoli. Una discussione”, in occasione della pubblicazione di Ensemble Dissonanzen. Trent’anni di musica contemporanea a Napoli (Cronopio). Come spiega Antonio Mastrogiacomo: «Parlare di musica a Napoli significa confrontarsi con la contemporaneità, riconoscere chi sperimenta e immaginare nuovi spazi sonori. Napoli è un laboratorio vivo».
Ingresso libero fino a esaurimento posti.