Si è concluso all’Arciconfraternita dei Pellegrini il 7 dicembre, il convegno internazionale interconfessionale e interreligioso, “La Bibbia e le Donne” che ha impegnato per quattro giorni sessanta studiose e cinquanta esponenti del mondo ecclesiastico e accademico in arrivo dalla Germania, Austria, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Portogallo, Argentina, Usa, Canada, Gerusalemme, promosso dalla Diocesi partenopea su iniziativa della professoressa e teologa Adriana Valerio. Il tema dell’incontro “Verso una società inclusiva. Per un’etica delle relazioni umane”, ha visto la presenza del moralista Antonio Autiero, dell’onorevole Rosi Bindi e della biblistatedescaIrmtraud Fischer. Ha introdotto e coordinato il provicario generale della diocesi mons. Gennaro Matino che ha ricordato quanto «Napoli sia una città femmina, in quanto aperta e accogliente, una femminilità che si esprime soprattutto nella sua alterità e nel guardare la realtà con occhi materni». Suo il compito di far dialogare su temi complessi i relatori. A proposito di società inclusiva, ha fatto notare Antonio Autiero, «è calzante l’esempio delle Confraternite che hanno ribaltato il concetto dell’etica da individuale a collettiva, attraverso un’instancabile opera di solidarietà». E se è vero che le relazioni umane passano attraverso la sensibilità femminile, ha aggiunto Irmtraud Fischer, «leggere la Bibbia con gli occhi delle donne, significa accettare che una visione maschilista del testo sacro è data da una cattiva traduzione della versione originale biblica, legata alle società patriarcali che si sono susseguite nel tempo, per cui essa va riletta alla luce delle categorie attuali».
Sul delicato tema della presenza in politica delle donne, si è espressa Rosi Bindi: «È tempo ormai di comprendere che il concetto di “quote rosa” è superato. Oggi ci ritroviamo in un sistema in cui alle donne sono affidati i ministeri legati soprattutto al tema della cura o dell’istruzione. Sarebbe una notizia – ha aggiunto – trovare una ministra dell’Economia, e con questo con intendo dire che i ministeri legati alla cura siano inferiori, tutt’altro, è il sistema di governo che li ritiene tali. Infine – ha poi concluso – molto dipende anche da un cattivo atteggiamento delle donne che hanno paura del potere». «Da quasi 450 anni l’Arciconfraternità dei Pellegrini continua nel suo impegno a favore degli ultimi e dei bisognosi – ha detto il primicerio, Giovanni Cacace – una testimonianza che è viva oggi nell’ambulatorio Giovino e nei laboratori per i minori». Nel corso dell’incontro sono stati anche presentati alcuni stralci del docufilm prodotto da Diocesi e Comune “Destinazione donna” e del “Giubileo delle donne” che andrà in onda il 24 dicembre in seconda serata su Rai 3.
«Con questa iniziativa – ha concluso il cardinale don Mimmo Battaglia – Napoli ha accolto voci e sguardi, non abbiamo organizzato un convegno ma condiviso un percorso di ascolto, dialogo e confronto nel rispetto delle differenze. Sono le donne che servono e liberano il popolo e sanano i feriti attraverso la conversione dello sguardo. Come possiamo tradurre tutto questo in prassi? Con tre parole: ascolto non passivo ma come atto spirituale, accoglienza no nel senso di tollerare ma di generare spazio di inclusione sociale. Infine il coraggio, come quello di Gesù che accetta di morire in croce». Un punto di partenza dunque questo convegno che apre a nuove prospettive, come ha fatto notare il vescovo ausiliare di Napoli, monsignor Francesco Beneduce.