Nel cuore del centro storico di Napoli, la chiesa di Santa Luciella ha restituito al pubblico un prezioso tesoro: un dipinto murale del XVIII secolo, ritrovato sotto l’intonaco, che raffigura una croce con corona di spine e una lancia, insieme a due anime del Purgatorio, simbolo della devozione popolare e del culto delle anime pezzentelle.
Il culto delle anime pezzentelle, nato nella seconda metà del Settecento, rappresenta una delle espressioni più suggestive della spiritualità popolare napoletana.
I fedeli “adottavano” un teschio anonimo, la capuzzella, e se ne prendevano cura, pregando per la salvezza della sua anima.
In cambio chiedevano una grazia: se la richiesta veniva esaudita, il teschio riceveva un ex voto; altrimenti, veniva girato verso il muro, in attesa di essere “ascoltato” di nuovo.
Tra tutte le reliquie venerate, il più famoso resta il teschio con le orecchie, custodito proprio nella stessa chiesa.
La scoperta del dipinto murale risale al 2024.
«Durante un servizio fotografico – racconta Massimo Faella, presidente dell’associazione Respiriamo Arte – abbiamo notato dei colori sulle pareti. Insieme alle restauratrici e alla soprintendenza abbiamo iniziato a investigare e abbiamo chiesto alla città di aiutarci a riportare alla luce l’opera».
La vera sorpresa è stata la comparsa delle due anime del Purgatorio sotto la croce: un anziano con le mani al petto e un monaco calvo con le mani alzate, entrambi con il rosario al collo, secondo la tipica rappresentazione settecentesca.
«Questa scoperta è stata un regalo – aggiunge Faella – come se le anime pezzentelle ci stessero inviando un messaggio».
Il progetto di restauro, sostenuto dalla Fondazione Banco di Napoli, è stato eseguito da Artes Restauro e Servizi per l’Arte.
Teresa Peluso, direttore tecnico, spiega:
«Dopo indagini stratigrafiche e analisi di laboratorio, siamo partiti con la rimozione delle incrostazioni per arrivare allo strato pittorico originale.
Seguiranno pulitura, consolidamento, stuccatura e reintegrazione pittorica, per restituire piena leggibilità all’intero apparato decorativo».
La chiesa di Santa Luciella, resa visitabile grazie all’associazione Respiriamo Arte, nata nel 2013 per valorizzare il patrimonio storico-artistico della città, si conferma un luogo dove arte, fede e tradizione popolare si intrecciano.
Bianca Stranieri, storica dell’arte, sottolinea: «Questa sinergia tra Fondazione Banco Napoli e associazioni cittadine restituisce alla città opere nascoste e preziose. Speriamo che in futuro la stessa attenzione possa arrivare anche alla vicina chiesa dei Santi Filippo e Giacomo».
Santa Luciella continua così a custodire la sua storia unica, tra il celebre teschio con le orecchie, le opere dei maestri pipernieri e i misteri delle anime pezzentelle, parlando a chi sa ascoltare la voce di una Napoli antica e viva.
È un luogo dove la memoria, la devozione e l’arte dialogano senza tempo, rivelando la luce nascosta anche nelle anime più dimenticate.