Raccontare Napoli è sempre una sfida. Raccontarla in pochi minuti, attraverso l’animazione, lo è ancora di più. Alessandro Rak accetta questa sfida con Napoli 2500, il cortometraggio presentato alla Casa del Cinema di Napoli che celebra i 2500 anni della città con uno sguardo poetico, visionario e profondamente identitario.
Il corto nasce da un’idea chiara: non realizzare un documentario storico, ma un racconto simbolico in cui Napoli possa riconoscersi. Per farlo, Rak sceglie una figura universale e profondamente napoletana: Pulcinella. Non quello tradizionale, però, ma un Pulcinella “in formazione”, Pullo, che cresce attraversando epoche, miti e trasformazioni della città.
L’animazione diventa il linguaggio ideale per tenere insieme elementi apparentemente lontani: il mare e il Vesuvio, le leggende e le catastrofi, la memoria collettiva e il quotidiano. Tutto scorre senza spiegazioni forzate, senza didascalie, affidandosi esclusivamente alla forza delle immagini e del ritmo visivo. Ogni scena è essenziale, pensata per evocare più che spiegare.
Napoli 2500 è un viaggio breve ma denso, capace di restituire la complessità di una città che vive da sempre in equilibrio tra bellezza e distruzione, sacro e profano, passato e presente. La Napoli raccontata da Rak non è idealizzata, ma nemmeno appesantita: è una città viva, in continuo mutamento, osservata con rispetto e immaginazione.
Il progetto è il risultato di un lavoro collettivo che coinvolge un team numeroso di artisti e tecnici, coordinati da Rak, e prodotto da Mad Entertainment, realtà che da anni investe nell’animazione come linguaggio narrativo contemporaneo. Fondamentale anche il contributo musicale di Antonio Fresa, le cui composizioni accompagnano le immagini con delicatezza e intensità, rafforzandone l’impatto emotivo.
Durante la presentazione ufficiale, il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato come il cortometraggio riesca a tradurre la memoria millenaria di Napoli in un linguaggio universale, capace di parlare non solo ai napoletani ma a chiunque si confronti con il tema dell’identità e del tempo.
Inserito nel programma delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione della città, Napoli 2500 si distingue come un’opera che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Un racconto che non pretende di spiegare Napoli, ma che invita a sentirla, lasciando allo spettatore il compito di completare il viaggio.