Venerdì 13 marzo alle 15:30 a Palazzo Ricca (Via dei Tribunali, 213), sede della Fondazione Banco Napoli, con l’associazione forense “Piero Calamandrei” è in programma la presentazione del volume Il controllo penale sull’attività amministrativa, scrittoda Nicola Maria Maiello, assegnista di ricerca in diritto penale presso l’Università di Bologna, edito da Giappichelli. Partecipano: Orazio Abbamonte, presidente Fondazione Banco di Napoli, Marcello D’Aponte, Presidente Museo Archivio Storico Banco di Napoli, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, Carmine Foreste, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Marco Muscariello, presidente della Camera Penale di Napoli, Aldo Franceschini, presidente dell’Associazione “Piero Calamandrei” di Napoli. Prevista una tavola rotonda, con la professoressa Maria Alessandra Sandulli, giudice della Corte costituzionale, del consigliere di Corte di Cassazione Enrico Gallucci, attualmente fuori ruolo presso la Presidenza della Repubblica, della professoressa Maria Novella Masullo, ordinario di diritto penale presso l’Università degli Studi di Foggia e del professor Andrea Abbagnano Trione dell’Università degli Studi del Molise, avvocato del foro di Napoli. L’incontro fa parte della rassegna “Libri in Fondazione”, e traccia un percorso tra modelli dell’agire amministrativo e confini dell’intervento punitivo. “Un importante argomentodel diritto penale – spiegano gli organizzatori – dove tuttora stenta a rinvenirsi un equilibrio tra le esigenze di garantire l’esercizio discrezionale dell’attività amministrativa e quelle di assicurare la massima tutela giuridica ai valori sottesi al suo buon andamento, come dimostrato dai numerosi interventi di riforma degli ultimi decenni e dall’avvicendarsi di diversi e contrapposti indirizzi giurisprudenziali in questo ambito”. L’approccio originale della monografia di Maiello sta, dunque, nel tentativo di creare connessioni tra le due materie, prendendo le mosse proprio dalle più moderne forme dell’agire amministrativo, di natura informale, dialogica, partecipata, cosicché le fattispecie incriminatrici, pure spesso caratterizzate da una descrizione malleabile sul piano interpretativo, non vadano a colpire anche l’esercizio fisiologico dell’attività amministrativa stessa. In questo modo, si propone già sul piano ermeneutico del dato normativo attuale il superamento di talune cause del noto fenomeno della burocrazia difensiva, che si annida anche nella ossessiva presenza del rischio penale che grava sui pubblici amministratori.
Il controllo penale sull’attività amministrativa, libro alla Fondazione Banco Napoli
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