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Scarpetta dopo Scarpetta al Trianon Viviani

  • Redazione
  • Marzo 26, 2026
  • 3:33 pm
  • Arte

Da venerdì 27 marzo 2026 alle 20, il Trianon Viviani riallestisce Scarpetta dopo Scarpetta. Un secolo di ritorni e avventure sulle scene, la mostra iconografica organizzata in occasione del Centenario della morte del grande commediografo e capocomico, che inaugurò il teatro con la sua compagnia nel 1911.

L’esposizione è curata da Francesco Cotticelli, Pino Miraglia, Gianni Pinto e si avvale del patrocinio dell’università degli studî di Napoli Federico II. Vi hanno collaborato Igina di Napoli e Antonio Roberto Lucidi.

Con tante immagini; fotografie, locandine, programmi di sala e curiosità visive la mostra racconta il grande patrimonio lasciato da Eduardo Scarpetta attraverso le messe in scena dei grandi attori e registi italiani che gli sono succeduti: a partire da Salvatore De Muto e Vincenzo Scarpetta, passando per Raffaele Viviani, Eduardo, Totò, Nino Taranto, Luigi De Filippo, Mario Scarpetta, i fratelli Giuffrè e tanti altri, non tralasciando l’interesse degli autori più legati a un teatro contemporaneo, come Carlo Cecchi, Mario Santella, Armando Pugliese, Mario Martone, Arturo Cirillo e Francesco Saponaro.

«Il legame tra il Trianon Viviani e la famiglia Scarpetta non è un semplice dato storico: è un atto fondativo – spiega Gianni Pinto, presidente della Fondazione Trianon Viviani, nel testo di presentazione del catalogo –: quando nel 1911 la compagnia Scarpetta inaugurò questo teatro, con Vincenzo Scarpetta che raccoglieva il testimone del padre Eduardo, ritiratosi dalle scene dopo la celebre querelle con D’Annunzio, il palcoscenico di Forcella ricevette un’eredità artistica destinata a attraversare l’intero Novecento e a proiettarsi ben oltre. In tal senso celebrare il Centenario della scomparsa di Eduardo Scarpetta significa, per la nostra Fondazione, riconoscere una responsabilità che ci appartiene per vocazione e per storia».

Secondo Francesco Cotticelli, docente di Discipline dello Spettacolo al dipartimento di Studî umanistici dell’ateneo federiciano, questo secolo vede « grandi trasformazioni nel teatro, a Napoli e non solo, fra tramonto del grande attore, trionfo e crisi della regia, affievolirsi delle tradizioni dialettali, ricerca di una nuova spettacolarità. Eppure, il patrimonio del grande artista è più vivo che mai; i suoi classici sono rimasti nella memoria del pubblico e appartengono di diritto alla storia di una capitale che ancora oggi ha nei linguaggi della scena un punto di forza della sua identità culturale».

«Questa mostra vuole raccontare, senza pretese di esaustività, ma con attenzione ad alcuni snodi cruciali – continua Cotticelli – le forme di questa permanenza, attraverso momenti salienti, grandi revival, riletture, reinvenzioni: è un cammino tra volti più o meno famosi, lunghe fedeltà ai monumenti di un repertorio (Miseria e nobiltà in particolare), ritorni a un modello e a uno stile che sanno di provocazione, di indagine retrospettiva, di consacrazione, di rilancio di una drammaturgia che sa farsi specchio di una società difficile dietro la perfezione di collaudati meccanismi comici.»

Conclude Cotticelli: «Scarpetta dopo Scarpetta è un processo che ha inizio ben prima della scomparsa dell’attore-autore: il suo ritiro dalle scene all’indomani di quell’evento traumatico che fu la causa con D’Annunzio intorno alla parodia de La figlia di Iorio segna la fine della lunga stagione ottocentesca e pare sancire nuove gerarchie nell’offerta di teatro in tutta Italia. Al figlio Vincenzo tocca il compito di proseguire nel solco tracciato dal grande patriarca, capostipite di una straordinaria famiglia d’arte: il repertorio si rimodula e si arricchisce, all’ombra di una guida sapiente. Ha un forte valore simbolico il fatto che il Trianon si inauguri, la sera dell’8 novembre del 1911, con un allestimento di Miseria e nobiltà in cui Vincenzo è protagonista, diretto dal padre: mentre la sala sancisce la straordinaria espansione della città e il definirsi di nuovi quartieri sull’onda del Risanamento, un titolo prestigioso collega idealmente il passato e il futuro, vecchie e nuove generazioni, proiettandosi idealmente nelle dinamiche di un Novecento complesso. Scarpetta dopo Scarpetta è una storia che inizia fra queste mura».

Scarpetta dopo Scarpetta è visitabile tutti i giorni, con ingresso libero, fino al 16 maggio prossimo: dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi, dalle 10 alle 13:30.

Immagine di Redazione

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