Dal 2 maggio al 2 giugno torna il Maggio dei Monumenti, giunto alla sua 32esima edizione, con un tema che è insieme suggestione e identità: I colori di Napoli, accompagnato dal verso evocativo di Matilde Serao, “Ebbra di luce, folle di colori”.
Dopo aver attraversato negli anni precedenti i quattro elementi naturali – terra, aria, acqua e fuoco – la rassegna sceglie di condensare quell’esperienza in una nuova chiave narrativa, fatta di tonalità e simboli. Il giallo, il bianco, l’azzurro e il rosso diventano così strumenti per leggere la città, per restituirne la complessità e le stratificazioni, trasformando Napoli in un racconto corale che unisce passato e presente.
Il programma è imponente: oltre 200 appuntamenti, più di 70 itinerari tematici, quasi 20 mostre e decine di spettacoli tra musica, teatro e cinema, distribuiti in tutte le dieci Municipalità. Una rete culturale diffusa che coinvolge circa 100 realtà e rende la manifestazione accessibile e capillare, mantenendo al tempo stesso un alto livello qualitativo.
“Il Maggio dei Monumenti è una manifestazione che Napoli aspetta ogni anno e contribuisce a costruire con una partecipazione straordinaria”, ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi. “Quest’anno, attraverso il tema dei colori, Napoli disegna se stessa: un racconto corale, fatto di luoghi, linguaggi e comunità che restituisce l’immagine viva e plurale della città”.
Il cuore della manifestazione è rappresentato dal Main Program, un insieme di iniziative curate e promosse direttamente dal Comune di Napoli, tutte a partecipazione gratuita. È qui che si articola la struttura portante della rassegna, suddivisa in quattro filoni principali che interpretano il tema dei colori da prospettive diverse ma complementari.
Tinte forti – La mostra diffusa è una rete di itinerari tematici che attraversano la città e ne raccontano il patrimonio attraverso nuove chiavi di lettura. I percorsi toccano luoghi simbolici e spazi meno conosciuti, includendo anche aperture straordinarie di siti normalmente non accessibili, offrendo un’esperienza immersiva che invita a riscoprire Napoli attraverso dettagli spesso invisibili.
Accanto a questo, Prismi – Incontri e workshop trasforma la manifestazione in un laboratorio aperto. Incontri, seminari e attività formative esplorano il colore da prospettive artistiche, filosofiche, scientifiche e narrative. Il pubblico può partecipare a workshop di teatro, poesia e fotografia, ma anche a momenti di riflessione più ampi che intrecciano linguaggi e discipline.
La sezione (In)Visibili mondi – Cinema aggiunge una dimensione visiva e critica, con una rassegna dedicata a Krzysztof Kieślowski e un workshop per giovani filmmaker curato da Michelangelo Frammartino. Un percorso che unisce proiezioni e approfondimenti, offrendo uno sguardo sul cinema come strumento di indagine della realtà.
A chiudere simbolicamente il Main Program è il grande evento musicale: il concerto del 31 maggio alla Rotonda Diaz, dove il pianista e compositore Stefano Bollani renderà omaggio a Napoli insieme a Peppe Servillo, le Ebbanesis e Daniele Sepe. Un appuntamento che unisce musica e identità, capace di trasformare uno spazio urbano in un luogo di condivisione collettiva.
Per partecipare agli eventi, salvo diversa indicazione, è richiesta la prenotazione attraverso la piattaforma Eventbrite Cultura Comune di Napoli, con aperture settimanali che permettono di organizzare la fruizione in modo accessibile e ordinato.
Accanto al programma principale si sviluppa il cosiddetto Maggio diffuso, che estende la manifestazione nei territori e rafforza il legame con le Municipalità. In particolare, le Municipalità 2, 3, 4, 5, 6, 8 e 9 diventano protagoniste di progetti culturali curati da realtà locali, con visite guidate, mostre, laboratori e spettacoli. In questo contesto si inserisce anche il progetto City Vibes: Emozioni in piazza, che contribuisce a costruire una narrazione urbana partecipata. Anche queste iniziative sono interamente gratuite e restituiscono un’immagine policentrica della città, fatta di quartieri, comunità e identità diverse.
A completare il quadro ci sono le iniziative dalla città, una delle componenti più vive e partecipate del Maggio dei Monumenti. Si tratta di un calendario ampio e articolato di progetti autonomi promossi da enti, università, musei, fondazioni e operatori culturali. Mostre, visite guidate, spettacoli, attività didattiche e incontri si diffondono in tutta Napoli, ampliando ulteriormente l’offerta e coinvolgendo pubblici diversi.
Il Maggio dei Monumenti 2026 si conferma così come un grande racconto collettivo, capace di intrecciare istituzioni e territori, arte e partecipazione, memoria e contemporaneità. Un modo per attraversare Napoli seguendo i suoi colori, le sue luci e le sue contraddizioni. Perché raccontare la città significa anche provare a governarne il tempo, a fissarne i passaggi, a rileggerne il senso. E, forse, a immaginarne uno nuovo.