Il convegno-workshop promosso dall’Accademia di Belle Arti di Napoli, in programma dal 15 al 17 giugno 2026, nell’ambito del PRIN AFAM 2024 “Etica sociale e creatività aumentata: indagine sul ruolo dell’Intelligenza Artificiale (AI) e delle forme algoritmiche nella Musica, nelle Arti visive e nel Design” è un confronto tra ricerca storica, pratiche archivistiche e nuove tecnologie digitali per interrogare il patrimonio culturale attraverso strumenti tradizionali e sistemi di intelligenza artificiale.
L’iniziativa si inserisce in un progetto di ricerca che vede il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno come istituzione capofila, con unità operative presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e l’ISIA di Roma, e si propone come spazio di alta formazione e confronto scientifico dedicato al ruolo delle fonti archivistiche nella costruzione della conoscenza storica.
Al centro del dibattito vi è la ricerca d’archivio intesa non solo come attività di conservazione, ma come pratica critica e metodologica: individuare i fondi, leggere i documenti, comprenderne la stratificazione materiale e concettuale e trasformarli in percorsi di indagine capaci di restituire nuove chiavi interpretative della storia dell’arte, della musica, del teatro e della scenografia tra Seicento e Novecento.
Particolare attenzione sarà dedicata al patrimonio dell’Archivio storico dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, riconosciuto come risorsa fondamentale per la formazione e la ricerca, e al suo ruolo nel più ampio sistema AFAM, all’interno del quale si colloca anche il Dottorato di Interesse Nazionale Visual Arts, Performing Arts, New Media, New Technologies, Music and Cultural Heritage, con sede amministrativa proprio a Napoli.
Il convegno-workshop nasce da una duplice esigenza, scientifica e didattica: da un lato rafforzare le competenze nella lettura e interpretazione delle fonti; dall’altro riflettere sulle trasformazioni introdotte dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale nei processi di catalogazione, accesso e interrogazione dei patrimoni documentari.
La sessione conclusiva sarà dedicata proprio a queste trasformazioni, con un focus sulle nuove modalità di organizzazione dei dati e sulle potenzialità offerte dagli strumenti algoritmici nella ricerca umanistica. Un passaggio che segna l’apertura a un dialogo sempre più stretto tra discipline storiche, tecnologie digitali e pratiche artistiche contemporanee.
La presenza di studiosi, archivisti, docenti universitari e professionisti del settore culturale consente di costruire un confronto interdisciplinare in cui il documento diventa fulcro di un processo conoscitivo condiviso, capace di mettere in relazione conservazione, interpretazione e innovazione.
Più che una semplice presentazione di studi, l’iniziativa si configura come un laboratorio aperto della ricerca, in cui il lavoro sulle fonti viene osservato nel suo farsi: dalla selezione dei materiali alla loro contestualizzazione, fino alla restituzione critica all’interno di una rete di relazioni storiche e istituzionali.
In questa prospettiva, il convegno-workshop intende rafforzare il dialogo tra l’Accademia di Belle Arti di Napoli e le istituzioni impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, contribuendo a consolidare una riflessione condivisa sul ruolo degli archivi nella costruzione del sapere contemporaneo e sulle nuove prospettive aperte dall’intelligenza artificiale nella ricerca umanistica.