L’11 e il 12 settembre Piazza Mercato ospiterà la XXIV edizione de “La Notte della Tammorra”, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla musica e alla cultura popolare della Campania. Due serate a ingresso gratuito che chiuderanno il cartellone musicale di “Estate a Napoli 2026”, nell’ambito del progetto “Napoli Città della Musica”, promosso e finanziato dal Comune di Napoli.
Quella di quest’anno sarà un’edizione dal forte valore simbolico, dedicata alla memoria e all’eredità artistica di Roberto De Simone, figura fondamentale nella riscoperta e nella valorizzazione delle tradizioni musicali e teatrali campane.
Per il festival Piazza Mercato rappresenta ormai una vera e propria casa. Uno spazio storico della città che per due giorni si trasformerà in un grande teatro popolare all’aperto, dove tamburi, canti e danze riporteranno al centro della scena un patrimonio culturale che continua a vivere attraverso le nuove generazioni.
La direzione artistica è affidata ancora una volta a Carlo Faiello, musicista, autore e ricercatore da sempre impegnato nella diffusione della cultura musicale partenopea. Diplomato in contrabbasso al Conservatorio di San Pietro a Majella, Faiello ha fatto parte della storica Nuova Compagnia di Canto Popolare, collaborando con Roberto De Simone anche in produzioni diventate leggendarie, come “La gatta Cenerentola”.
Nel corso della sua carriera ha inoltre scritto per interpreti come Roberto Murolo e Lina Sastri, conquistando il Premio della Critica al Festival di Sanremo con “Pe’ dispietto”. Con il progetto “Danze di Dioniso” ha portato la musica e le tradizioni della Campania in importanti festival europei, consolidando il suo ruolo di ricercatore e divulgatore della cultura immateriale.
“La Notte della Tammorra” nasce nel 2001 prendendo ispirazione dall’antica festa di Comiziano, “‘a Notte de’ Tammorre”, dedicata a San Severino. Alla base della manifestazione ci sono i raduni spontanei della Campania Felix, legati ai culti della terra, ai pellegrinaggi e al solstizio.
In oltre vent’anni il festival è diventato un appuntamento unico nel panorama del Sud Italia, capace di mettere in dialogo la memoria della tradizione e la creatività contemporanea.
Protagonista assoluta è la tammorra, il tamburo a cornice che accompagna da secoli rituali, feste, momenti di lavoro e occasioni di corteggiamento. Al suo fianco c’è la tammurriata, danza circolare e liberatoria tramandata attraverso generazioni di musicisti e danzatori.
Ma il festival non vuole essere soltanto una successione di concerti. La sua vocazione è quella di creare un vero laboratorio culturale, mettendo in relazione paranze, cantori, musicisti affermati e giovani artisti. Un passaggio di consegne necessario per mantenere vivo un patrimonio che appartiene alla comunità.
La XXIV edizione si sviluppa attraverso due grandi appuntamenti concertistici.
L’11 settembre sarà la volta de “La notte dei tamburi di Napoli”, mentre il 12 settembre il festival renderà omaggio a Roberto De Simone con “Omaggio a Roberto De Simone: la tradizione in Campania”.
Entrambi gli spettacoli inizieranno alle 20.30 e saranno a ingresso gratuito.
Sul palco di Piazza Mercato si alterneranno alcuni tra i protagonisti più rappresentativi della musica popolare napoletana e campana, insieme a nuove voci e realtà emergenti.
Il cast riunisce artisti come Enzo Gragnaniello, Lina Sastri, Margherita Abita, voce della Barcelona Gipsy Balkan Orchestra, Flo, Tony Esposito, Maurizio Capone e gli Ars Nova Napoli, insieme a Biagio De Prisco, “La Voce della Tradizione”.
Spazio anche alle storiche paranze, tra cui la Paranza di Giugliano, la Paranza ‘O Lione, la Paranza di Terzigno e la Paranza dei Monti Lattari.
Il viaggio musicale attraverserà inoltre alcune delle principali tradizioni coreutiche e musicali del Mezzogiorno, dalle tarantelle di Montemarano e del Cilento fino alle espressioni del Gargano e di Carpino.
Ad arricchire il programma saranno le performance di Fiorenza Calogero, Simona Boo, Irene Scarpato dei Suonno d’ajere, Marianita Carfora, Greg Rega, Denise Di Maria, Tony Cercola, Gennaro Tesone degli Alma Megretta e Lavinia Mancusi.
Un cast eterogeneo che racconta una tradizione tutt’altro che immobile: accanto ai linguaggi più antichi trovano spazio contaminazioni, nuove sonorità e interpreti capaci di parlare alle generazioni più giovani.
La festa comincerà già nei giorni precedenti ai concerti. Dal 7 al 10 settembre, presso la sede della Fondazione Il Canto di Virgilio, in via Santa Chiara 10/c, saranno organizzati laboratori gratuiti dedicati alla cultura della musica e della danza popolare.
L’11 e il 12 settembre le attività si sposteranno invece in Piazza Mercato, dalle 17 alle 19, prima dell’inizio degli spettacoli serali.
I sei laboratori sono dedicati alle danze popolari e all’utilizzo dei tamburi a cornice e rappresentano un’occasione per avvicinarsi direttamente alle pratiche che sono alla base della tammurriata.
La partecipazione è gratuita e non è necessaria la prenotazione.
La XXIV edizione de “La Notte della Tammorra” conferma così una delle caratteristiche più importanti della manifestazione: trasformare la tradizione in qualcosa di vivo, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici.
Per due giorni Piazza Mercato diventerà un grande cerchio di musica, danza e memoria. Un luogo nel quale il passato dialogherà con il presente e nel quale l’omaggio a Roberto De Simone offrirà l’occasione per riflettere ancora una volta sull’importanza di custodire e trasmettere la cultura popolare campana.
Perché la tammorra, a Napoli, non è soltanto uno strumento. È un battito collettivo che attraversa il tempo e continua a raccontare la storia di una comunità.