Iniziativa dell’azienda Cumadoro e dell’associazione che tutela il prodotto

Il pomodoro cannellino flegreo nasce e cresce nel parco Archeologico di Cuma. Per celebrarne l’inizio della raccolta il 22 luglio ci si è ritrovati per una occasione di rilancio e conoscenza dell’oro rosso dei Campi Flegrei insieme a giornalisti, aziende del settore ed esperti, alla scoperta di un mix eccezionale di storia, cultura, ambiente e buona tavola. In collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e patrocinata dalla Regione Campania, dalla Città Metropolitana di Napoli, dall’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, dal Comune di Pozzuoli e da Mac Monterusciello Agro City, la manifestazione è stata organizzata dall’azienda Cumadoro, del Gruppo Tammaro, e dall’Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo, nell’ambito della rassegna itinerante Gustosissimo, in collaborazione con il Gal Parthenope e con l’Ebat Ente Bilaterale Agricolo Territoriale.
A dare valore istituzionale alla manifestazione, segno di un incontro virtuoso tra agricoltura ed archeologia, la sigla del Protocollo d’Intesa tra il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, rappresentato da Tiziana D’Angelo, da qualche settimana Direttore delegato del Parco, e Confagricoltura Napoli, presieduta da Giovanni Tammaro. L’intesa, finalizzata alla valorizzazione del Pomodoro Cannellino Flegreo e, più in generale, del patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico dei Campi Flegrei, prevede iniziative culturali, incontri, degustazioni guidate, show cooking e percorsi che metteranno in relazione il patrimonio archeologico e quello agricolo dell’area, nel quadro del progetto Il Parco Conserva con cui il Parco ha già assegnato, in concessione agraria, cinque lotti di terreni demaniali nell’area archeologica di Cuma.
«Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei -ha dichiarato il direttore Tiziana D’Angelo – sta portando avanti una strategia di valorizzazione del patrimonio agricolo ricadente nei siti di propria competenza, con l’obiettivo di assicurare la continuità della cura e manutenzione del paesaggio rurale e delle aree archeologiche, di sperimentare un modello di cooperazione pubblico-privato e di salvaguardare la tipicità delle colture, la sostenibilità e le pratiche innovative a basso impatto ambientale».
Il Tour ha preso le mosse, nel pomeriggio di mercoledì 22 luglio, al Parco Archeologico di Cuma, con il passaggio di rito per l’Antro della Sibilla, la lunga galleria scavata nel tufo tra il IV e il III secolo a.C. che la tradizione, ispirata ai versi dell’Eneide di Virgilio, ha identificato con il luogo in cui la sacerdotessa di Apollo pronunciava i suoi responsi. A seguire, approdo nella Città Bassa, il cuore civile e commerciale dell’antica colonia greco-romana, dove nel Foro, oggetto di un recente intervento di restauro che ne ha ampliato l’accessibilità, si affacciano il Capitolium, dedicato alla triade capitolina, insieme all’Aula Sillana e agli altri edifici monumentali di età augustea e flavia, finalmente fruibili anche di sera grazie ad un nuovo impianto di illuminazione. Chiusura con la visita ai campi di Pomodoro Cannellino Flegreo dell’azienda Cumadoro, ospitati nei terreni del Parco.
«Il rilievo della produzione di Pomodoro Cannellino Flegreo è sempre maggiore -ha sostenuto Giovanni Tammaro, di Cumadoro– siamo passati dai dieci ettari coltivati nel 2018 ai quasi 60 del 2026, arrivando a lambire l’area archeologica del Foro di Cuma. Il seme, non ibrido, viene tramandato di generazione in generazione ed è custodito proprio dalla nostra azienda vivaistica. È anche grazie a iniziative come questa -ha concluso Giovanni Tammaro- che il pomodoro cannellino flegreo è sempre più conosciuto anche nel mondo della ristorazione e della pizza e questo contribuisce all’aumento della domanda».
Adattatosi al pedoclima locale, caratterizzato da terreni vulcanici e sabbiosi accarezzati dalla brezza marina, il Pomodoro Cannellino Flegreo è stato annoverato dalla Regione Campania tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). «La coltivazione adotta una tecnica manuale -ha spiegato Vincenzo Tammaro, anch’egli alla guida di Cumadoro– con il supporto tradizionale di canne e spago di juta o canapa. Il raccolto va da metà luglio a fine agosto. Il frutto ha forma oblunga con una lieve strozzatura verso il centro e pesa in media tra 15 e 20 grammi. La buccia è estremamente sottile, tale da non richiedere la pelatura in fase di trasformazione, mentre la polpa, spessa e soda, si presenta di colore rosso intenso a maturazione. Il gusto è un giusto equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità, il sapore del pomodoro di una volta».
La distribuzione del prodotto avviene principalmente in forma di conserve – pacchetelle, passate e confettura- vendute attraverso piccoli distributori, botteghe di prodotti d’eccellenza, e-commerce e vendita diretta dal produttore al consumatore. È prodotto di punta di numerose preparazioni di pizzerie e ristoranti ma anche pasticcerie della Campania ma è anche apprezzato fuori regione e oltralpe. È presente nei menu della catena di risto-pizzerie RossoPomodoro.