Giovedì 14 maggio 2026 alle 10 nell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in via Monte di Dio 14, al via la due giorni di seminario internazionale su quattro filosofe, Rachel Bespaloff, Sarah Kofman, Simone Weil, Hannah Arendt, pensatrici ebree del Novecento.
«Le quattro filosofe hanno vissuto direttamente la crisi della civiltà europea tra totalitarismi, guerra, antisemitismo ed esilio sviluppando una filosofia fortemente legata all’esperienza concreta, alla sofferenza storica e alla responsabilità morale, dialogando criticamente con la tradizione filosofica maschile dominante. Tutte hanno scritto opere ibride, tra filosofia, letteratura, autobiografia e riflessione politica. Quasi nessuna di loro si è integrata facilmente nelle scuole accademiche tradizionali e sono rimaste figure spesso marginali, indipendenti, “fuori canone”. Nonostante non si siano mai incontrate e lette, Bespaloff e Weil scrissero entrambe sull’“Iliade” come poema della forza e della distruzione, Arendt e Kofman hanno riflettuto sul rapporto tra pensiero e catastrofe storica dopo il nazismo e sulla questione dell’antisemitismo» sottolinea Stefania Tarantino, professoressa associata di Storia della filosofia all’Università di Salerno e coordinatrice del convegno internazionale, fortemente voluto dal presidente dell’Istituto, Massimiliano Marotta.
Venerdì alle 19,30 a chiusura della due giorni si terrà il concerto del trio Ardesia, Riscrivere il mondo in musica: voci femminili tra pensiero e poesia con Stefania Tarantino, Claudia Scuro, Giovanna Grieco. Un viaggio musicale nel pensiero e nella voce delle donne.
Il trio Ardesia intreccia filosofia, musica e parole per dare corpo e suono alle visioni di scrittrici, filosofe, poetesse e artiste. Ogni brano è ispirato a figure come Saffo, Hannah Arendt, Virginia Woolf, Emily Dickinson, Maria Zambrano, Simone Weil e molte altre, in un omaggio alla loro forza, libertà e sete di giustizia. Un concerto che canta il desiderio femminile di trasformazione e di senso, dove la musica rende udibile ciò che è stato a lungo taciuto.