Il mezzosoprano Aigul Akhmetshina ha incantato il pubblico del Teatro di San Carlo che si conferma un luogo unico al mondo per la capacità di riunire spettatori colti ed esperti in una platea più informale e meno avvezza al bel canto. Una scelta “popolare” che premia il Massimo napoletano, dove l’esibizione della trentenne artista britannico-baschira è stata lungamente applaudita e acclamata con una standing ovation, in un teatro pieno anche grazie alla speciale opportunità data ai cittadini del territorio di acquistare biglietti riservati a un prezzo speciale. Un’iniziativa, promossa dal Teatro di San Carlo assieme alla Città Metropolitana di Napoli, che ha centrato l’obiettivo di valorizzare e diffondere la cultura musicale.
“Il San Carlo è patrimonio vivo della città e dei suoi cittadini: crediamo fortemente in un Teatro che dialoghi con la propria comunità. Iniziative come questa vanno nella direzione di rafforzare un legame autentico con il territorio, rendendo l’esperienza musicale sempre più accessibile e condivisa”, aveva dichiarato il sovrintendente Fulvio Macciardi.
Accompagnata al pianoforte da Jonathan Papp lo scorso 7 aprile Aigul Akhmetshina ha attraversato con grazia un programma di quasi due ore interpretando arie in sei lingue e passando con disinvoltura dalla grande scena operistica alla dimensione intima della romanza, fino alla musica per il cinema e alla canzone, con una sorpresa fuori programma con un’interpretazione struggente di Bésame mucho (che ha sostituito nel programma la prevista “Granada”). Con una voce magnetica Akhmetshina ha eseguito con grande intensità la celebre Habanera di Bizet, ela sua Carmen è irrequieta e sensuale, perfetta in quello che per Akhmetshina è il ruolo che a 21 anni le conquistò la fama internazionale, col debutto alla Royal Ballet and Opera. Donne, amori sofferti in Rossini, Cilea, Čajkovskij, per passare poi alle romanze dei salotti della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento con Rachmaninov (struggente l’interpretazione della sua romanza “Oh non cantarmi mia bella”) ,Rimskij-Korsakov e Milij Balakirev, passando alle suggestioni cinematografiche – tra cui “Fiori di Nizza” e un repertorio “leggero” di musiche latino americane interpretate con perfetto equilibrio e rigore lirico. L’artista ha eseguito anche in prima mondiale Mujer fatal, un brano scritto dalla pianista Elena Roussanova proprio per lei, che dal palco ha salutato la compositrice, omaggiata dal pubblico del San Carlo. In chiusura quattro bis, due in inglese di Leonard Bernstein ( “Lucky to be me” da On the town e “Somewhere” da West Side Story) e poi “Yo soy María” da Maria de Buenos Aires di Astor Piazzolla, pèer chiudere con una canzone popolare della sua terra d’orifine, la Baschiria.