Un luogo simbolo della fede e della storia di Napoli rafforza la propria vocazione al servizio degli ultimi. Il complesso monumentale di San Pietro ad Aram entra ufficialmente a far parte del patrimonio dell’Arcidiocesi di Napoli grazie alla donazione della Provincia di Napoli di San Pietro ad Aram dell’Ordine dei Frati Minori. Un passaggio che non rappresenta una semplice cessione di beni, ma la scelta condivisa di dare continuità a una missione pastorale e sociale destinata a crescere.
L’atto di donazione, sottoscritto dal cardinale Domenico “don Mimmo” Battaglia e da padre Carlo D’Amodio, riguarda l’intero complesso monumentale: la Basilica con la sua antica Cripta, il convento e gli spazi adiacenti tra via Santa Candida e corso Umberto. Una realtà che negli ultimi anni è già diventata un punto di riferimento per l’accoglienza attraverso Casa Bartimeo, il polo della carità della Chiesa di Napoli.
La donazione non segna l’uscita dei Frati Minori da San Pietro ad Aram. Al contrario, la comunità francescana continuerà a vivere e operare all’interno del complesso, collaborando con l’Arcidiocesi nelle attività pastorali e sociali.
Una scelta che testimonia la volontà di mettere al centro non la proprietà degli spazi, ma la continuità della presenza religiosa e dell’impegno verso le persone più fragili.
L’accordo stabilisce che l’intero complesso dovrà essere utilizzato esclusivamente per finalità sociali, educative, assistenziali, culturali e di inclusione. I destinatari saranno in particolare persone e famiglie che vivono condizioni di vulnerabilità, povertà o emarginazione.
Accoglienza, ascolto, percorsi di formazione, accompagnamento e reinserimento sociale costituiranno il cuore delle attività che l’Arcidiocesi svilupperà negli spazi di San Pietro ad Aram, consolidando un modello che unisce carità e promozione della dignità della persona.
Anche gli eventuali proventi derivanti dalle attività ospitate nel complesso dovranno essere reinvestiti integralmente per sostenere i progetti sociali, senza possibilità di utilizzo per finalità diverse da quelle previste nell’atto di donazione.
Tra i progetti che prenderanno forma nei prossimi mesi figura anche la valorizzazione della Cripta di Santa Candida, uno dei tesori storico-artistici meno conosciuti della città.
L’iniziativa punta a coniugare tutela del patrimonio e inclusione sociale: gli ospiti di Casa Bartimeo saranno coinvolti come accompagnatori nelle visite guidate, partecipando a un percorso di formazione e inserimento lavorativo che consentirà loro di acquisire nuove competenze e, allo stesso tempo, di raccontare ai visitatori la storia di uno dei luoghi più antichi della Napoli cristiana.
Un modello che mette insieme cultura, solidarietà e opportunità di riscatto sociale.
Alla firma dell’atto erano presenti, oltre ai rappresentanti dell’Ordine dei Frati Minori e dell’Arcidiocesi, anche la direttrice della Caritas di Napoli, suor Marisa Pitrella, il direttore di Casa Bartimeo Gennaro Pagano e don Federico Battaglia, segretario dell’Arcidiocesi di Napoli – ramo ETS.
Con questa donazione, San Pietro ad Aram si prepara ad aprire una nuova fase della propria storia. Un luogo che custodisce secoli di spiritualità e memoria cittadina diventa sempre più un laboratorio di prossimità, dove il patrimonio religioso e artistico si intreccia con la risposta concreta ai bisogni delle persone, trasformando uno dei complessi monumentali più significativi di Napoli in un presidio stabile di accoglienza, inclusione e speranza.