Intermezzo è il progetto di Allegra Hicks curato da Adriana Rispoli e realizzato in collaborazione con Progetto Museo. La mostra si apre il 20 febbraio nel Complesso Monumentale del Purgatorio ad Arco .
Pensata in stretta relazione con gli ambienti sotterranei della chiesa, l’esposizione si sviluppa come un percorso immersivo in cui cinque sculture dialogano con l’architettura barocca e con la memoria del luogo. Le opere non si impongono allo spazio: lo attraversano, lo abitano, lo trasformano in scena viva.
Al centro dell’intervento, una monumentale installazione in crochet – oltre cinquemila metri di cotone – avvolge l’altare maggiore, diventando presenza fisica e simbolica. Attorno a essa si articolano forme che evocano frammenti corporei, tracce di nascita e di vulnerabilità: un cranio trasfigurato, un’apparizione embrionale, un segno che richiama un cordone ombelicale. Il corpo non è mostrato, ma suggerito; è tensione, peso, memoria.
Il titolo Intermezzo allude a uno stato di sospensione. L’opera invita a sostare in uno spazio di passaggio, in cui il tempo sembra rallentare e la percezione si fa più acuta. In questo intervallo, il vissuto individuale si intreccia a quello collettivo, richiamando anche la tradizione popolare del culto delle anime pezzentelle: un gesto di cura anonimo e condiviso che attraversa generazioni.
Come sottolinea la curatrice Adriana Rispoli, nella pratica di Hicks il lavoro manuale assume una dimensione critica: il crochet, tecnica associata alla sfera domestica, diventa linguaggio artistico capace di mettere in discussione le gerarchie tra arte e artigianato, tra pubblico e privato. Il filo si trasforma in trama di relazioni, in tempo stratificato, in struttura fragile ma connettiva.
Intermezzo non propone risposte, ma un’esperienza. È un invito a restare in quella soglia instabile dove presenza e assenza convivono, e dove la vita non è forma compiuta, ma continua possibilità.