Vai al contenuto
Ultimissime

Arte, gentrificazione e resistenza urbana: alla Piccola Galleria Resistente la personale di Clelia Le Boeuf con Napoli Sotto Shop

Casa Ariete nell’appartamento del clan

idoli L’adrenalina della MotoGP incontra il dramma familiare: su Sky arriva Idoli – Fino all’ultima corsa

Per noi, Tropico firma il magico incontro tra Geolier e Achille Lauro

eugenio bennato Ritmi del Mezzogiorno a Villa Letizia: a Barra arriva la Taranta d’Oro con Eugenio Bennato

  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • HOME
  • REDAZIONE
  • HOME
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • CONTATTI

Barbie, un nome, un’epoca, un messaggio

Di Chiara Tortorelli / 31 Luglio 2023

Barbie chiama e le “ragazze” di tutte le età rispondono.

La bambola iconografica della Mattel ha fatto la storia, ha avuto il compito di spostare il modello, dalla “mamma” tutto fare a cui si educavano le bambine di ieri, mettendo loro in braccio l’eterno bambolotto da accudire, alla “Barbie”, la donna dell’attualità dagli anni Cinquanta in poi, che è qui non necessariamente per fare la madre e crescere bambini, ma per essere se stessa, per avere sogni e ambizioni, e talenti da sviluppare.

Noi donne nate dagli anni Sessanta in poi siamo cresciute con le Barbie.

E in ognuna di noi vive una Barbie. Un sogno inveterato di bellezza, felicità, ricchezza e mondi patinati.

Dentro i nostri cuori si nasconde una bambina che ha giocato con questa bambola, specchio di un modello a tratti inarrivabile, eppure depositaria di un desiderio, di un confine da mettere un po’ più in là, di un ideale che sbiadisce a un tratto quando il mondo con le sue richieste, incombenze e limiti lo appanna, trasferendolo nell’impossibile.

Ma è realmente impossibile coltivare i propri sogni?

Greta Gerwig col suo solito stile già ammirato in “Piccole donne”, sa parlare di donne alle donne e agli uomini, e anche in “Barbie” ci propone una lettura inedita, dove si interseca reale e immaginario, Barbie Land e mondo di tutti i giorni e dove anche le bambole prendono vita e scoprono cosa c’è dietro i modelli imposti dalla cultura di riferimento.

Per me, insegnante di Enneagramma, un antichissimo sistema psico-spirituale risalente ai monaci sufi, sistematizzato e portato in Occidente dagli psichiatri Oscar Ichazo e Claudio Naranjo, che raggruppa le tipologie umane in nove personalità dalle sfumature inconfondibili, è stato interessante veder rappresentato nel film, attraverso la protagonista, cioè Barbie stereotipo, un tipo preciso, caratteristico dei tempi in cui viviamo e soprattutto rappresentativo di una certa cultura americana, definito dall’Ennegramma delle Personalità come tipo 3.

La tipologia rappresentata con questo numero appartiene a persone che sin da piccole rinunciano alla propria verità e al contatto col proprio sentire profondo per identificarsi con il modello culturale di successo, vittime della società del consumo e di una società mercantile, direbbe Fromm, diventano prodotto da consumare. La loro ombra è la vanità, cioè adorano essere applaudite e convalidate per l’immagine iconografica che hanno scelto di rappresentare. Nell’Enneagramma questa tipologia è comunemente detta “la bambola” e paga il prezzo di essere completamente disconnessa da se stessa finché a un certo punto della sua vita accade qualcosa: una crepa, un bug di sistema che la porta a guardarsi finalmente dentro. E da qui parte un viaggio identitario che la conduce attraverso molti dolori e il contatto col suo evitamento più grande, cioè la paura di fallire, a trovare finalmente il suo nucleo essenziale e esistenziale.

Come non vedere in questa tipologia il modello culturale dominante a cui si rifanno tante donne, giovani e adolescenti di oggi?

Parimenti, nel film, la bambola “Barbie” grazie alla percezione di un suo difetto, impossibile da sostenere nel mondo impeccabile delle bambole, parte alla ricerca di sé e si ritroverà specchiandosi negli occhi di una donna reale che giocava con lei da piccola e che le racconterà l’epopea delle donne vere, il loro continuo compromesso in un mondo ancora maschilista che chiede alle donne l’impossibile, di fare un po’ le funambole tra questo e quello, perché se lei Barbie vive come modello stereotipato anche le donne vere sono chiamate a misurarsi con modelli inarrivabili, a disegnarsi sul territorio del perfetto senza sbavature, a ingoiare i propri disagi o i loro veri sentimenti che sono sul crinale, nell’esatto punto d’incontro tra bello e brutto, bene e male.

I compromessi non sono concessi alle donne e le donne non concedono a se stesse vie di mezzo, possibilità di stare su una definizione mediocre ma felice.

L’altra dinamica che la Gerwig esplora è la possibilità di incontro tra maschile e femminile e la sua lettura è confortante perché cerca di andare al di là dello stereotipo, suggerisce di empatizzare con il mondo maschile anche lui vittima di una cultura che annulla l’identità e impedisce il contatto con i reali sentimenti.

Barbie e Ken possono incontrarsi nelle loro reciproche mancanze, in quei fallimenti negati, nell’accettazione dello sbaglio reciproco, in un sentimento condiviso, in un’identità finalmente scoperta e portata avanti con coraggio.

Gerwig sembra suggerire a uomini e donne il segreto dell’autenticità, cioè trovare quella strada del cuore né giusta né sbagliata dove si vive fino in fondo il coraggio di esserci oltre ogni maschera, col conforto di sapere che esistono sogni ma si può vivere senza essere prigionieri dei propri sogni, incontrando l’Altro da sé con il segno di quella fragilità umana che ha il sapore della tenerezza.

Il dono è lì tra le mani di Ruth, l’ideatrice di Barbie che creando una bambola per sua figlia Barbara, in un atto di amore ha restituito alla figlia tutto il bello che avrebbe voluto per lei…

Sta a noi non diventare vittime dei sogni delle nostre madri.

Ma usare la natura dell’ideale e dell’immaginario, e la fede nel possibile come volano per trovare il nostro personale sogno e avere il coraggio delle proprie scelte, il cuore per andare avanti, la gioia di dare il proprio contributo al mondo.

E poi quando è il momento sparire senza rimpianto.

Parola di Barbie.

Anzi di Barbara.

Precedente

Dall’estate #a16 alla pax armata dello scudetto

Successivo

Prima domenica d’agosto, gratis al museo

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESTYLE

EVENTI

VIDEO

Napoliclick è un portale quotidiano di informazione sociale e culturale pubblicato dalla cooperativa Nclick.

Facebook Instagram X-twitter Youtube
Categorie
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
Napoliclick.it
  • Email: info@napoliclick.it
  • Phone: 0817872037
  • interno: 220/224

Presso Gesco – Gruppo di Imprese Sociali
Via Vicinale S. Maria del Pianto, 36 complesso polifunzionale Inail – Torre 1, 9° piano – 80143 Napoli

© 2025 – Napoliclick testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli al numero 45 del 18.07.2014 – Direttore Ida Palisi​

Usiamo i cookie per fornirti la miglior esperienza d'uso e navigazione sul nostro sito web.

Puoi trovare altre informazioni riguardo a quali cookie usiamo sul sito o disabilitarli nelle .

Torna in alto
Powered by  GDPR Cookie Compliance
Panoramica privacy

Privacy Policy

Chi siamo

L’indirizzo del nostro sito web è: https://napoliclick.it

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all’indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam.

Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l’approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media

Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web.

Cookie

Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno.

Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser.

Quando effettui l’accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi.

Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l’ID dell’articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno.

Contenuto incorporato da altri siti web

Testo suggerito: Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l’altro sito web.

Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l’interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web.

Con chi condividiamo i tuoi dati

Se richiedi una reimpostazione della password, il tuo indirizzo IP verrà incluso nell’email di reimpostazione.

Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati

Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione.

Per gli utenti che si registrano sul nostro sito web (se presenti), memorizziamo anche le informazioni personali che forniscono nel loro profilo utente. Tutti gli utenti possono vedere, modificare o eliminare le loro informazioni personali in qualsiasi momento (eccetto il loro nome utente che non possono cambiare). Gli amministratori del sito web possono anche vedere e modificare queste informazioni.

Quali diritti hai sui tuoi dati

Se hai un account su questo sito, o hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza.

Dove i tuoi dati sono inviati

I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.

Cookie aggiuntivi

Questo sito Web utilizza i seguenti cookie aggiuntivi:

(Elenca i cookie che stai utilizzando sul sito web qui.)