Nell’ambito della XIX edizione del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, debutta il progetto “Le Pietre Parlano – Anime in Conflitto”, ideato come un percorso artistico in due tappe che intreccia teatro, installazione, poesia e partecipazione attiva del pubblico.
Un’esperienza che supera i confini della rappresentazione teatrale per trasformarsi in attraversamento emotivo, riflessione civile e rito collettivo.
Curato da Francesco De Matteis e da Rossella Pretto, con la produzione della Coop. Le Nuvole, il progetto prenderà il via il 23 giugno presso Sala Assoli Moscato con un’installazione performativa immersiva proposta in tre repliche serali. Il giorno successivo si sposterà al Bistrot Le Lazzarelle, all’interno della Galleria Principe di Napoli, per un incontro dedicato al rapporto tra parola poetica, realtà contemporanea e responsabilità dell’azione.
Più che uno spettacolo, “Le Pietre Parlano” si configura come un’esperienza sensoriale e partecipativa. Gli spettatori, accolti dalle performer Wanda Marasco, Rossella Pretto, Anna Bocchino e Clara Bocchino, vengono invitati a entrare fisicamente nello spazio scenico, trasformandosi da osservatori a protagonisti di un percorso che esplora il confine tra vita e morte, memoria e presente.
Al centro della drammaturgia emerge la pietra come simbolo di permanenza e testimonianza. Da essa affiorano voci, frammenti di esistenze interrotte e tracce di una memoria collettiva segnata da guerre, traumi e conflitti. Lo spazio si trasforma in un luogo sospeso, quasi un ventre sotterraneo che richiama il legame ancestrale di Napoli con il mondo dei defunti e con il dialogo costante tra presenza e assenza.
Fondamentale il contributo poetico di Seamus Heaney, le cui parole, tradotte da Roberto Mussapi, si intrecciano ai testi di Wanda Marasco e degli stessi curatori. Ne nasce una tessitura visionaria nella quale i confini tra umano e inanimato, individuo e rovina, memoria e attualità si fanno sempre più sfumati.
La performance conduce progressivamente il pubblico dentro uno scenario che richiama la devastazione della guerra. Non attraverso una ricostruzione realistica, ma mediante l’evocazione di una condizione di assedio permanente, capace di interrogare il presente e la sua esposizione quotidiana alle immagini del conflitto. Il percorso culmina in un rito funebre collettivo dedicato alle vittime senza nome di tutte le guerre, trasformando il teatro in uno spazio di elaborazione condivisa e di confronto con le paure del nostro tempo.
Ad arricchire il progetto contribuisce un team creativo composto da Anna Orabona e Daniele Nicoletti per le scenografie, Livia Ficara per il videomapping, Simone Picardi per il disegno luci e Andrea Iacomino per i costumi.
Il secondo appuntamento, previsto il 24 giugno, offrirà un approfondimento teorico e culturale sui temi emersi durante la performance. Guidati da Francesco De Matteis, i partecipanti saranno invitati a riflettere sul ruolo della poesia in un’epoca segnata da conflitti, crisi identitarie e difficoltà di rappresentazione della realtà.
L’incontro prenderà spunto anche dal pensiero del poeta greco Odysseas Elytis, per il quale la poesia rappresenta un’espansione delle possibilità dell’essere umano. Una prospettiva che trova eco nell’opera di Seamus Heaney, autore che ha sempre difeso la complessità dell’esperienza umana contro ogni semplificazione ideologica.
A dialogare con De Matteis saranno Esther Basile, Gianfranco Pecchinenda e Silvio Perrella, in un confronto che si propone di indagare la capacità della parola poetica di incidere ancora sul presente, aprendo nuove possibilità di comprensione e di relazione con il mondo.
Con “Le Pietre Parlano – Anime in Conflitto”, il Campania Teatro Festival conferma la propria vocazione a ospitare progetti che mettono in dialogo linguaggi diversi e interrogano le grandi questioni del nostro tempo, trasformando il teatro in uno spazio di memoria, consapevolezza e partecipazione collettiva.