Con l’avvicinarsi delle festività, Napoli riscopre la magia intramontabile del racconto dickensiano per eccellenza. A partire da lunedì 8 dicembre 2025, alle ore 19.00 (con repliche il 22, 23, 25 dicembre e poi il 5 e 6 gennaio 2026), il teatro Il Pozzo e il Pendolo accoglierà il pubblico in una veste completamente rinnovata per Canto di Natale di Charles Dickens: una versione scenica che unisce la voce narrante di Paolo Cresta e la ricerca sonora di Carlo Lomanto (voce & electronics), nell’adattamento e regia di Annamaria Russo.
Per l’occasione, la sala partenopea di Piazza San Domenico si trasformerà in un vero e proprio salotto d’altri tempi. Una poltrona in cui sprofondare, un plaid per lasciarsi avvolgere dal tepore della scena, piccole leccornie che profumano di Natale: ogni dettaglio è pensato per restituire al pubblico un’atmosfera intima, familiare, capace di accogliere e sorprendere.
Ne nasce un coinvolgente ed emozionante incontro, in cui una delle storie più celebri della letteratura rivive attraverso suggestioni preziose, ancora attuali nonostante il secolo trascorso dalla sua nascita. Un racconto, due voci: una fatta di parole, l’altra di suoni. E, intorno, luci, immagini, odori e sapori di un Natale che ciascuno porta dentro di sé, nella memoria o nell’immaginazione.
“L’idea – sottolinea Annamaria Russo – è restituire l’incredibile potere affabulatorio che le pagine di Dickens custodiscono, attraverso un lavoro nel quale la voce del narratore e quella del vocalist s’intrecciano, si accavallano, si separano”. Un dialogo scenico che rende omaggio non solo alla favola morale di Scrooge, ma anche al modo in cui Dickens stesso concepì la sua opera: come una storia da raccontare, da ascoltare, da condividere.
E infatti Canto di Natale nasce proprio così. Intorno al 1840 Dickens attraversava un periodo di gravi ristrettezze economiche e decise di scrivere una storia da portare personalmente nei salotti più prestigiosi della nobiltà londinese. L’iniziativa ebbe un successo tale che in pochi mesi le sue finanze si risollevarono. L’eco del racconto arrivò fino a Buckingham Palace, dove la regina Vittoria lo invitò a corte per una lettura privata. Ma Dickens rifiutò con parole rimaste celebri: “Se sua Maestà avesse voluto sentire la mia storia, avrebbe dovuto chiedermelo quando il destino si accaniva contro di me… Ora che il fato mi sorride, la mia storia la racconto solo per diletto”.
Ancora oggi, Canto di Natale resta un frammento prezioso di storia letteraria, un invito dell’autore a dare voce a una narrazione nata per essere raccontata. Al Pozzo e il Pendolo, quella voce torna a vivere, tornando a parlare a ognuno – tra emozione, memoria e stupore – come fosse la prima volta.