Debutta in prima assoluta al Theatron di Portici Cartavelina, lo spettacolo scritto da Gaetano Coccia e Davide Ferrari, in scena sabato 24 gennaio alle ore 20.30 e domenica 25 gennaio alle ore 18.30. Una produzione Compagnia Ferrari/Coccia, impreziosita da un brano originale di Claudio Sanfilippo, che porta a teatro una storia in cui lo sport smette di essere intrattenimento per farsi racconto civile.
Al centro della scena c’è Matthias Sindelar, uno dei più grandi centravanti di tutti i tempi, idolo del calcio europeo degli anni Trenta. Esile, quasi impalpabile, fu soprannominato dai tifosi “Cartavelina” e definito “il Mozart del calcio” da Hugo Meisl, commissario tecnico del leggendario Wunderteam austriaco. Un talento straordinario, capace di trasformare il gioco in gesto artistico, ma soprattutto un uomo che seppe pagare il prezzo delle proprie scelte.
La sua parabola sportiva si intreccia con la tragedia della storia. Nel 1938, con l’Anschluss, l’Austria viene annessa alla Germania nazista e anche il calcio diventa strumento di propaganda. Una partita celebrativa, pensata per suggellare l’unione forzata, dovrebbe concludersi con un pareggio concordato. Ma Sindelar rompe la messinscena del regime: segna, guida l’Austria alla vittoria e, insieme al compagno Karl Sesta, rifiuta il saluto nazista davanti alle autorità. Un gesto semplice e clamoroso, che segna irreversibilmente il suo destino. Pochi mesi dopo, Sindelar e la compagna vengono trovati morti nella loro casa di Vienna, in circostanze mai del tutto chiarite.
Cartavelina utilizza il calcio come chiave di lettura per indagare il rapporto tra individuo e potere, tra talento e responsabilità, restituendo il ritratto di un uomo che ha scelto di non separare il gioco dalla realtà, lo sport dalla storia. Il campo diventa così uno spazio politico, il gesto atletico un atto di libertà, il corpo fragile di un calciatore il luogo di una resistenza possibile.
«Questo spettacolo non parla solo di calcio ma degli imprevedibili intrecci tra il microcosmo delle vite personali e il macrocosmo degli eventi universali», spiegano gli autori. Un racconto che attraversa sogni e contraddizioni, passione e dolore, fino a parlare di noi: della nostra memoria, della nostra fragilità, della nostra capacità – o incapacità – di scegliere.
Come cartavelina, appunto: leggeri, vulnerabili, ma ancora capaci di lasciare un segno.
Biglietti: intero €10, acquistabili al botteghino un’ora prima dello spettacolo (salvo disponibilità) o online su www.azzurroservice.net
Info: 339 1028777 – theatronportici@gmail.com