
Teatro Cilea: ecco il nuovo cartellone
60.000 presenze, 7000 abbonati, diversi sold out: così i numeri della passata stagione del teatro Cilea che fanno davvero ben sperare per la nuova presentata dal direttore artistico Lello Arena.
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60.000 presenze, 7000 abbonati, diversi sold out: così i numeri della passata stagione del teatro Cilea che fanno davvero ben sperare per la nuova presentata dal direttore artistico Lello Arena.

Il teatro Diana presenta la sua nuova stagione, la numero 45 per quanto concerne la prosa, forte di quella passata in cui si è attestato tra i primi teatri in Italia come numero di spettatori: circa 145.000 con un totale di 7.100 abbonati. Cifre record che confermano le scelte felici operate dalla famiglia Mirra sia per quanto concerne le proprie produzioni che per quelle ‘esterne’.

«Questa stagione è un viaggio dentro le crepe del mondo. – Così presenta la stagione Gabriele Russo, direttore artistico del teatro Bellini – E dentro le sue meraviglie. Siamo un teatro vivo perché siamo un teatro di produzione. Prima ancora che luogo di ospitalità, il Bellini è un’officina di creazione. Qui i progetti nascono, crescono, respirano. Qui si prova, si sbaglia, si insiste. Qui le storie prendono forma per la prima volta. Cominciamo da qui»

È ormeggiato nella baia di Nisida il Lorkinos, un motopeschereccio di 24 metri sequestrato durante un’operazione legata alla lotta all’immigrazione clandestina, e trasformato in un simbolo di inclusione e rigenerazione.

E’ stato inaugurata martedì 4 giugno 2025 presso il Centro dei Servizi Sociali della Municipalità 3 la Porta Unica di Accesso (PUA) del Comune di Napoli: un servizio innovativo che ha lo scopo di semplificare e migliorare l’accesso ai servizi sociali e sociosanitari per cittadini e famiglie del territorio. Le attività sono partite il 13 maggio scorso e segnano un passo importante verso un sistema di welfare più efficiente, unitario e orientato al benessere della persona.

Napoli ritorna ad essere protagonista della scena musicale estiva con la seconda edizione di Napoli Città della Musica Live Festival, in programma nei mesi di giugno, luglio e settembre.

Un palcoscenico costruito in platea, su una sagoma che ricalca le sembianze di un uomo morto. E uno spettacolo che tradisce la commedia dell’assurdo, trasformando la comicità in dramma, l’ironia in dialogo delirante e graffiante, ma che funziona, anche se non è quello che era in origine.

È un orario strambo, di lunedì alle tre: è un festeggiamento per turisti o turnisti, gente che smonta dalla notte, studenti universitari o liceali filonisti, e gente che come me aveva ferie da consumare e colleghi accondiscendenti che ti dicono “Vai, vai, non ti preoccupare…”.

Com’era quella cosa, che sarebbero passati altri trent’anni? Napoli esplode, escono fuori dai depositi bandiere con il 4 tenute nascoste da settimane e in tutto il mondo si festeggia il quarto scudetto del Napoli, da Milano a New York. Perché Napoli è una città mondo, una città idea. Napoli è come il Natale: è uno stato d’animo, un modo di essere.

La città si ferma per assistere a Napoli-Cagliari. Chi non è tra i fortunati ad avere un biglietto o un abbonamento per il Maradona, venerdì 23 maggio alle 20.45 può assistere al match in piazza, se vuole.

Dite la verità, dal profondo del vostro azzurrissimo cuore: voi non la volete vedere la partita venerdì sera. Zitto, zitto, a me lo potete dire. Non lo riferirò. No, voi dite così, che ce la dobbiamo vedere (questo verbo, dovere, perché il tifoso non se la vuole guardare la partita, se la deve guardare, lo vive come un obbligo morale, perché se non se la vede chissà cosa succede poi), dicevo che ce la dobbiamo vedere.