Una storia lunga trent’anni, nata con la dismissione dei manicomi e che oggi sta perdendo il suo pezzo più significativo: la cooperazione sociale. Se ne parla venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 17.30, presso la sede della Ottava Municipalità, in piazza Tafuri a Napoli.
L’occasione è lapresentazione del libro Il Gattablu. Una narrazione delle attività artistiche e sociali del centro diurno di salute mentale di Napoli Scampia, volume curato da Nicola Valentino e pubblicato dalla casa editrice Sensibili alle Foglie.
Il libro racconta l’esperienza del Centro diurno Gattablu di Scampia, una realtà nata negli anni Novanta come spazio di riabilitazione psicosociale, gestita per conto della Asl Napoli 1 Centro dalla cooperativa Era del gruppo Gesco e che, nel tempo, ha intrecciato percorsi di cura con attività artistiche, laboratori, relazioni sociali e pratiche collettive radicate nel territorio. Attraverso conversazioni, testimonianze e materiali narrativi, il volume restituisce la storia di un luogo che ha fatto dell’arte uno strumento di espressione, di relazione e di costruzione di comunità, mettendo al centro le persone e le loro storie.
Dal 31 gennaio 2026 Il Gattablu non ha più al suo interno nessun operatore del terzo settore: per volontà della Asl Napoli 1 Centro, operatori, educatori, psicologi, tecnici della riabilitazione sono stati tutti licenziati.
Una situazione comune anche ad altri centri diurni come L’Aquilone di Miano, dove cultura e arte si sono sempre intrecciate con piani di intervento e di cura individuali.
Ne discuteranno domani alla presentazione del libro: Nicola Nardella, presidente della Municipalità 8; Mirella La Magna del Gridas; Letizia Alfano, Giovanni Chianese, Rosa Diaspro del Gruppo Zoone – Gattablu e Nicola Valentino, curatore del libro.
Le voci che dialogano nel volume – e che prenderanno parte all’incontro – sono le stesse che hanno attraversato e costruito l’esperienza del Gattablu, contribuendo negli anni a dare forma a un modello di cura fondato sulla partecipazione, sull’espressione artistica e sul legame con il quartiere.
«La presentazione del libro – spiega Giacomo Smarrazzo presidente del gruppo Gesco – è l’occasione per fare emergere anche la fase più recente e delicata della storia del centro, segnata nel 2025 dalla mancata continuità gestionale e dalla conseguente crisi del servizio. Un passaggio che il libro non elude, ma che diventa per noi cooperatori, assieme agli operatori, agli utenti e alle famiglie, l’ opportunità di una riflessione collettiva sul futuro del Gattablu e sulle politiche pubbliche di salute mentale. Tra le altre, vorremmo anche lanciare l’idea di trasformare l’esperienza in una rete-museo delle opere prodotte e in laboratori artistici aperti, come patrimonio condiviso e pratica viva di relazione con la città».
La presentazione si configura così non solo come un momento di restituzione editoriale, ma come uno spazio pubblico di confronto su arte, salute mentale e territorio, in continuità con una storia che a Scampia ha saputo coniugare cura, creatività e partecipazione sociale. Ci saranno in esposizione alcune opere del GruppoZoone.