L’errore è spesso percepito come qualcosa da eliminare: un segno rosso sul quaderno, una sottrazione di punti, una mancanza da correggere. Eppure, negli ultimi anni, la riflessione pedagogica e linguistica ha iniziato a considerarlo da una prospettiva diversa: l’errore non come fallimento, ma come traccia del processo di apprendimento, occasione di consapevolezza e strumento di crescita.
Probabilmente da questa esigenza è nata l’idea di Chi erra trova. Errore e feedback nell’educazione linguistica, ciclo di giornate di studio ideato da Claudia Tarallo e che si è tenuto a Napoli il 21 e 22 maggio 2026, promosso dall’Università di Napoli L’Orientale, dall’Accademia della Crusca e da Asli Scuola.
L’iniziativa affronta un nodo centrale dell’insegnamento linguistico: che cosa significa davvero “correggere”? Quali errori meritano attenzione? Con quali criteri e con quali effetti sugli studenti? Il programma ha messo al centro interrogativi che riguardano quotidianamente chi insegna: il peso dell’errore ortografico rispetto a quello grammaticale, il rapporto tra norma e uso dell’italiano contemporaneo, il valore del feedback esplicito o implicito, il ruolo della correzione nella motivazione e nell’autonomia degli apprendenti.
Il titolo stesso, Chi erra trova, ribalta un paradigma tradizionale: sbagliare non significa soltanto deviare dalla norma, ma anche esplorare, tentare, formulare ipotesi linguistiche. In questa prospettiva l’errore diventa un indicatore prezioso del modo in cui una persona apprende e costruisce competenze.
Le due giornate si sono alternate tra relazioni teoriche e concluse con laboratori pratici dedicati alla correzione dei testi scritti. Studiosi come Sergio Lubello, Massimo Palermo, Cristiana De Santis, Lerida Cisotto e Marta Maffia hanno riflettuto sul rapporto tra errore, norma linguistica e didattica, mentre i laboratori pomeridiani hanno offerto strumenti concreti per la gestione dell’errore nella pratica scolastica quotidiana.
Particolarmente interessante è stata l’attenzione alla dimensione psicopedagogica della correzione. Correggere non è un atto neutro: può incoraggiare oppure bloccare, motivare oppure generare insicurezza. Per questo il corso insiste sul concetto di “feedback”, inteso non come semplice segnalazione dell’errore, ma come dialogo formativo capace di accompagnare lo studente nella revisione e nel miglioramento dei propri testi.
L’iniziativa si è rivolta a insegnanti di ogni ordine e grado, futuri docenti, educatori, mediatori linguistici ed esperti di editoria scolastica. La scelta di coinvolgere figure diverse testimonia quanto il tema dell’errore attraversi oggi non solo la scuola, ma più in generale tutti i contesti della comunicazione e della formazione.
In un’epoca dominata dall’autocorrezione automatica e dai social imperanti, riflettere sull’errore significa anche interrogarsi sul rapporto tra lingua, identità e apprendimento. Forse il vero valore non è costruire testi “senza errori”, ma sostenere la crescita di persone capaci di usare la lingua in modo consapevole, critico e creativo. Perché, come suggerisce il titolo del convegno, a volte è proprio errando che si trova davvero qualcosa: una regola, una soluzione, oppure una nuova consapevolezza di sé e del proprio modo di imparare.
I relatori
Sergio Lubello è un linguista e docente universitario italiano, specialista di storia della lingua italiana, linguistica italiana e didattica dell’italiano. È professore ordinario presso l’Università degli Studi di Salerno. Massimo Palermo è un linguista italiano e docente universitario, tra i principali studiosi dell’educazione linguistica e dell’insegnamento dell’italiano, presso l’Università per Stranieri di Siena. Cristiana De Santis è una linguista e docente italiana specializzata in linguistica italiana, grammatica, educazione linguistica e didattica della scrittura. Insegna presso l’Università di Bologna ed è attivamente impegnata nella formazione degli insegnanti e nella divulgazione linguistica. Lerida Cisotto è una pedagogista e studiosa italiana specializzata in didattica della lingua italiana, apprendimento e formazione degli insegnanti. Ha insegnato Didattica generale e Didattica della lingua italiana presso l’Università degli Studi di Padova ed è considerata una delle principali studiose italiane nel campo della scrittura, della comprensione del testo e dell’educazione linguistica. Marta Maffia è una linguista e docente specializzata in didattica dell’italiano L2 (italiano come seconda lingua), educazione linguistica e apprendimento linguistico in contesti multiculturali. Lavora presso l’Università di Napoli. Valentina Fascia è una docente di lettere e latino, esperta di educazione linguistica e didattica della scrittura. Federica Rosiello è una docente di materie letterarie, latino e greco impegnata nell’ambito dell’educazione linguistica e della didattica dell’italiano. Claudia Tarallo è una linguista e ricercatrice italiana specializzata in educazione linguistica, didattica dell’italiano e insegnamento della scrittura presso l’Università di Napoli L’Orientale.