Il 2026 si è presentato con un rincaro subdolo, quasi elegante, e pure un poco cazzimmoso: cinque centesimi alla volta.
Un approccio apparentemente gentile, quello scelto dalla Tangenziale di Napoli. Chi la mattina del primo gennaio si è messo in fila al casello del Corso Malta se n’è accorto subito: il pedaggio è salito a 1 euro e 5 centesimi.
Nulla di traumatico, direte voi. Ma provate a dirlo a chi paga in contanti.
Finché uno ha il Telepass, va tutto liscio (tranquilli: questo non è un articolo che promuove i sistemi di pedaggio elettronici). Il problema nasce quando non ce l’hai. Lì parte il film dell’orrore: il frugare compulsivo nel portamonete, il sospetto atroce di aver lasciato gli spiccioli a casa, la tentazione primordiale di saccheggiare la gettoniera dell’ascensore del palazzo pur di trovare quel maledetto cinque centesimi. E quando non lo trovi, cambi il cinque euro e ti ritrovi a camminare con sei chili di monetine in tasca, tipo slot machine umana.
“Vabbè, che sarà mai?”, penserà qualcuno.
E invece no. Perché, come insegnava Totò, è la somma che fa il totale. E quei cinque centesimi sono solo il segnale, educato ma chiarissimo, che il 2026 sarà l’anno dei rincari: piccoli, frequenti e ben distribuiti.
Cazzimmosamente.
A partire dal pieno. Dal 1° gennaio è entrato in vigore il riallineamento delle accise sul gasolio, che comporta un aumento di 4,05 centesimi al litro. Un rincaro che si riflette subito sui prezzi alla pompa e che, nel corso dell’anno, porterà centinaia di milioni di euro nelle casse dello Stato. Il problema è che non finisce qui: trasporti più cari significano, come sempre, prezzi più alti un po’ ovunque.
E non è solo la Tangenziale di Napoli con i suoi cinque centesimi “educati”. Con l’inizio del nuovo anno sono scattati anche gli adeguamenti tariffari di molti pedaggi autostradali. Gli aumenti medi si aggirano intorno all’1,5%, ma su alcune tratte — come la Salerno–Pompei–Napoli — il rincaro pesa di più, rendendo gli spostamenti quotidiani e i viaggi di lavoro leggermente più costosi.
Leggermente, sì. Ma ogni giorno.
Dal 1° gennaio 2026 salgono anche i costi dell’RC Auto. Gli aumenti delle polizze oscillano dal 2,5% fino al 12,5%, un bel regalo di Capodanno per chi già combatte con bollo, carburante e parcheggi creativi.
Non mancano rincari nemmeno per i fumatori. E neanche per chi, fino a ieri, si rifugiava negli acquisti online a basso costo. Dal 1° gennaio entra infatti in vigore una tassa da 2 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-Ue con valore inferiore a 150 euro. Una misura che colpisce soprattutto l’e-commerce asiatico e che rischia di trasformare l’affare imperdibile in un acquisto “va be’, poi se ne parla”.
Insomma, il 2026 non arriva con la mazza ferrata, ma con la delicatezza di chi ti mette una mano in tasca e ti dice pure “permesso”.
Cinque centesimi oggi, due euro domani, qualche percentuale dopodomani.
Roba che sembra piccola, quasi invisibile. Finché non fai i conti a fine mese e scopri che il portafoglio è dimagrito senza nemmeno andare in palestra.
È l’anno degli aumenti, dei rincari e mentre al casello cerchi disperatamente quel cinque centesimi che non trovi, capisci che pure quest’anno ci dobbiamo armare di pazienza.
Anzi di “pacienza” che come dice l’immenso Erri De Luca: «È bella la pacienza in napoletano perché mette un po’ della parola pace dentro la pazienza».
Che sia per tutti un 2026 di pace.
E pazienza.