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Eugenio Viola è il nuovo direttore del Madre: il grande ritorno a Napoli dopo i successi internazionali

  • Roberta D'Agostino
  • Luglio 18, 2026
  • 7:15 am
  • Arte
eugenio viola madre

Il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina (Madre) di Napoli si prepara a inaugurare un nuovo capitolo della sua storia. Al termine di una rigorosa selezione pubblica, il critico e curatore partenopeo Eugenio Viola è stato nominato nuovo direttore della Fondazione Donnaregina.

A 51 anni, con oltre due decenni di esperienza alle spalle e più di cento mostre curate in tutto il mondo, dall’Europa all’Australia, fino all’America Latina, Viola firma un ritorno a casa che unisce prestigio internazionale e profondo legame affettivo.

Per il neo-direttore non si tratta di un traguardo qualunque, ma di un vero e proprio cerchio che si chiude. È proprio tra le mura del palazzo di via Luigi Settembrini che la sua carriera istituzionale ha mosso i primi passi.

“Assumere la direzione del Madre è per me una grande emozione e allo stesso tempo un impegno molto serio”, ha dichiarato Viola . “Non torno in un luogo qualsiasi. Torno in un museo che ha avuto un ruolo decisivo nella mia formazione e che ha contribuito a definire il mio modo di pensare il museo: non solo come spazio espositivo, ma come un organismo vivo, capace di produrre conoscenza, relazione, responsabilità pubblica ed immaginazione”.

Dopo anni trascorsi a esportare cultura all’estero, il curatore rivendica con orgoglio le sue radici e la sua vocazione per le periferie geografiche e culturali del mondo: “Sono nato nell’Italia del Sud, ho lavorato nell’emisfero Sud e poi ancora in America del Sud. Oggi sono felice di poter riportare questa esperienza a Napoli. Viva il Sud”.

La nomina è stata ufficializzata durante una conferenza stampa della Regione Campania a Palazzo Santa Lucia, raccogliendo il pieno entusiasmo dei vertici politici e culturali.

Il Presidente della Regione, Roberto Fico, ha sottolineato lo spessore del profilo selezionato:

“Emerge un profilo di grande competenza e respiro internazionale. È un messaggio importante che un talento napoletano, dopo tanti anni di successi all’estero, torni nella sua città per dirigere un museo così importante. È il segno tangibile del cambiamento in atto nella nostra regione”.

Sulla stessa linea l’assessore regionale alla cultura, Ninni Cutaia, che ha applaudito il lavoro svolto dalla commissione esaminatrice:

“Speravamo in un nuovo corso guidato da una figura autorevole. L’obiettivo è un museo aperto, plurale, democratico e libero. La scelta di Viola traccia una visione chiara, capace di connettere Napoli e la Campania direttamente con il resto del mondo”.

Con questa nomina, il Madre si candida a confermare il proprio ruolo di faro della contemporaneità nel cuore del Mediterraneo, scommettendo su una direzione che promette di coniugare l’identità locale con le più innovative tendenze dell’arte globale.

Immagine di Roberta D'Agostino

Roberta D'Agostino

Roberta D'Agostino da sempre nel mondo del teatro come attrice, regista ed, in tempi più recenti, come addetta stampa. Coltiva parallelamente la passione e lo studio per la storia dell' arte che insegna, dopo la laurea in conservazione dei Beni Culturali, in corsi regionali in prestigiosi licei e scuole campane. È docente di giornalismo e tecniche di comunicazione. È inoltre social media manager.
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Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
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