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Fabrizio, mio figlio è un vuoto legislativo fra Italia e Inghilterra

  • nuovoeditore
  • Marzo 5, 2024
  • 4:59 pm
  • Storie

Ancora non riesce a crederci Fabrizio. Quando torna nella casa di Quarto, in provincia di Napoli – dove vive con la madre vedova – gli occhi vanno naturalmente alla ricerca del figlio. Invece ad attenderlo c’è solo qualche giocattolo ormai inutile e il più assordante dei silenzi.

È  un caso di ingiustizia non solo italiana quello che ha coinvolto l’uomo di 33 anni e il piccolo C.,  suo figlio. Un labirinto kafkiano di Codici, ordinanze, sentenze e mancanza di comunicazione che in una spirale inesorabile di misunderstanding e incompatibilità legislative ha portato un padre a dire addio al proprio figlio, senza sapere quando potrà abbracciarlo ancora.

“Come tanti ragazzi che cercano fortuna all’estero sono partito alla volta della Gran Bretagna nel 2015. Ed è in Inghilterra che conosco la mia ex moglie – racconta Fabrizio – Le nostre storie erano simili: avevamo salutato parenti e amici in Italia per realizzarci professionalmente  nel Regno Unito. E in parte ci siamo riusciti: dopo pochi anni lavoravamo entrambi ed eravamo pienamente integrati. Ci innamoriamo, ci fidanziamo e da lì a poco andiamo a vivere insieme. Nel 2018 aspettiamo nostro figlio. Ed è allora che iniziano i problemi”. È proprio la delicata condizione della gravidanza .che porta la donna a manifestare una fragilità mentale che, in forma latente, c’era sempre stata. Il servizio sanitario nazionale inizia a monitorare la donna a cui ben presto vengono diagnosticati disturbi della personalità. “La nascita di C. fu una grande gioia che coincise, tragicamente, con un grave acuirsi della patologia di mia moglie.  Fenomeni di autolesionismo, scatti di violenza fisica e verbale nei miei confronti. Quando questi fenomeni iniziarono a coinvolgere il bambino non ce l’ho fatta più. Nel 2021 chiedo il divorzio. Contemporaneamente segnalo alla polizia e agli assistenti sociali i numerosi episodi di violenza che hanno coinvolto me e mio figlio”. In una situazione già così dolorosa Fabrizio viene investito da una nuova tragedia. Il padre viene infatti a mancare e lui decide di partire alla volta dell’italia, accompagnato dal figlio. “Mio figlio è partito con me, con il pieno consenso della madre che ha infatti firmato tutte le carte necessarie. Dopo pochi giorni vengo contattato dal mio avocato in Inghilterra che mi comunica che a mia moglie è stato recapitato un ordine di allontanamento da me e mio figlio e che avrebbe dovuto lasciare la nostra casa”. È a questo punto che Fabrizio decide di prolungare di qualche settimana ancora il soggiorno italiano in modo da dare la possibilità alla donna di trovare un nuovo alloggio. Fu tale decisione, dettata da un sentimento di comprensione e affetto, che si rivelò fatale. “Fu ovviamente in preda al senso di rivalsa che la mia ex-moglie decise di denunciarmi per sottrazione di minore. Denuncia che non aveva nessuna ragione d’essere giacché era stata proprio lei a firmare tutti i documenti necessari per portarlo con me. In Italia il caso fu archiviato per infondatezza di reato mentre in Inghilterra è in qualche modo rimasto in sospeso, siccome la legge britannica non riconosce le delibere italiane”. Un vero e proprio calvario di attese, tribunali e sentenze fino a quando, dopo quasi due anni e mezzo, Fabrizio crede di vedere finalmente la luce in fondo al tunnel. “Ci avevo davvero creduto – dichiara Fabrizio con amaro sarcasmo – In ultima udienza il PM ritira le accuse nel processo di sottrazione di minore e lo comunica alla procura. Intanto, nel corso del processo per l’affidamento esclusivo, assitenti sociali, curatore e consulente tecnico del tribunale concordano che sia io l’unica figura genitoriale che può realmente prendersi cura di C. A quel punto attendevo solo che il Tribunale dei Minori lo confermasse. Ed è qui che arriva la beffa”. Fabrizio ricorda perfettamente il momento in cui riceve la terribile notizia. Il gelo, il buio, l’incredulità, la disperazione lo attanagliano di nuovo, ogni volta che ci pensa e che lo racconta. “contrariamente alla richiesta del PM, del consulente, del curatore e dei servizi sociali il Tribunale dei Minori dichaira di non potersi esprimere in merito al caso di C. e ciò per un cavillo burocratico, un semplicissimo ritardo nel cambio di residenza. Il bambino è, secondo il Tribunale un affare britannico. Risolvono rapidamente il caso emanando un decreto con effetto immediato. Mio figlio deve tornare in Inghilterra e ,a tal fine, viene chiamata la mia ex moglie, la donna che è stata considerata incapace di provvedere a lui sia dalla legge Italiana che inglese”. A Fabrizio non resta altro da fare che ricorrere in cassazione. Ma i tempi di attesa sono lunghissimi e lui teme per la salute psico-fisica del piccolo C. “ La mia vita è sospesa fra una videochiamata e l’atra. Ogni volta, nel piccolo riquadro del mio smartphone, c’è il visino di C. in lacrime e sempre la stessa domanda. “Papà, perché non vieni a prendermi?”. Anche la madre è in evidente difficoltà. Lei non lo conosce e lui non conosce lei. Come può una persona bisognosa di importanti cure psichiatriche occuparsi da sola di un bambino che sta attraversando una fase tanto delicata?”.

La storia di Fabrizio è una storia che ha solo vinti e nessun vincitore. E il primo sconfitto è proprio il piccolo C, che ad appena quattro anni vede negati i suoi diritti, palleggiato tra un ordinamento giuridico che lo considera straniero e un altro che lo archivia come una seccatura di troppo.

“Dannosissima è l’ingiustizia, che ha mezzi per nuocere.” Diceva Aristotele. Ciò è particolarmente vero se l’ingiustizia percorre la strada della legge.

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Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
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