L’edizione 2026 si terrà dal 3 al 6 settembre. Gli organizzatori denunciano pressioni politiche per modificare il programma e scelgono di trasferire la manifestazione: “Non ce ne andiamo perché abbiamo perso, ma perché non ci siamo piegati”. Intanto è partita anche la ricerca di volontari.
Dal 3 al 6 settembre il FLIP – Festival della Letteratura Indipendente cambierà casa. Dopo le precedenti edizioni ospitate a Pomigliano d’Arco, la manifestazione approda a Casalnuovo di Napoli. Un trasferimento che non nasce da esigenze organizzative ma da una scelta definita dagli stessi organizzatori “di libertà”, annunciata con un lungo e durissimo comunicato pubblicato sui canali social del festival.
Secondo quanto raccontato dall’associazione che organizza il FLIP, tutto avrebbe avuto origine da un aut aut: eliminare un nome dal programma della manifestazione oppure rinunciare ai fondi pubblici, agli spazi e, di fatto, alla possibilità di realizzare il festival a Pomigliano.
“Ci è stato imposto un aut aut: cancellare dal programma del FLIP un nome oppure rinunciare a fondi, spazi e festival a Pomigliano d’Arco. E noi diciamo no”, scrivono gli organizzatori, che rivendicano l’autonomia culturale della rassegna. “Un’associazione culturale non è una casella da riempire a uso di chi governa. E un festival della letteratura non si costruisce obbedendo”.
Nel comunicato le accuse diventano ancora più esplicite. Gli organizzatori sostengono che le pressioni sarebbero state esercitate attraverso una telefonata e non in una sede istituzionale, denunciando quello che definiscono un tentativo di condizionare le scelte artistiche della manifestazione. “Non un sindaco, non una telefonata, non la minaccia di togliere fondi e spazi possono decidere del FLIP, ma soltanto l’associazione e gli organi statutari che gli hanno dato vita”.
Alla base della vicenda, secondo il festival, ci sarebbe “un’ostilità personale” nei confronti di una figura storicamente legata alla comunità del FLIP, una tensione che, a detta degli organizzatori, avrebbe finito per coinvolgere l’intera manifestazione e la città.
La conclusione del messaggio è un manifesto d’intenti: “Il FLIP non va via da Pomigliano perché ha perso. Va via perché non si è piegato”. Una frase che sintetizza il senso della scelta e che ha rapidamente acceso il dibattito sui social, dove il post ha raccolto numerosi messaggi di solidarietà da parte di lettori, autori e operatori culturali.
A raccogliere il testimone sarà Casalnuovo di Napoli. Gli organizzatori hanno ringraziato pubblicamente il sindaco Giovanni Nappi, l’assessore Pasquale Imperato e il consigliere Mario Visone “per averci aperto le porte, rispettando la nostra libertà”. Sarà quindi la città alle porte di Napoli a ospitare la nuova edizione del festival, che negli anni si è affermato come uno degli appuntamenti culturali più seguiti del territorio, capace di mettere insieme grandi firme della letteratura italiana, editoria indipendente, dibattiti, laboratori e incontri con studenti e lettori.
Sui profili social della manifestazione stanno comparendo, giorno dopo giorno, i primi annunci del programma della quattro giorni, mentre cresce l’attesa per conoscere tutti gli ospiti dell’edizione 2026.
Nel frattempo è ufficialmente aperta anche la call per entrare a far parte dello staff dei volontari. Il festival cerca fino a venti persone da coinvolgere nell’organizzazione, nella logistica, nella gestione dei social media e nella produzione di foto e video durante gli eventi. Le candidature resteranno aperte fino al 15 agosto e potranno partecipare tutti coloro che avranno compiuto 18 anni entro il 3 settembre. Non è necessario essere residenti a Pomigliano o a Casalnuovo, anche se la provenienza dal territorio sarà considerata preferenziale.